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	<title>Wikileft - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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		<title>Alienazione</title>
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		<updated>2009-08-24T09:15:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;===Marx e Engels===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voce tratta da wikipedia: [http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione Alinenazione]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Marx, il cui motto preferito era Homo sum, humani nihil a me alienum puto («Sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano»), e Friedrich Engels furono i due allievi di Hegel che, oltre a procedere nell&#039;ulteriore critica dell&#039;alienazione religiosa portata avanti da Feuerbach, misero in rilievo con la loro critica dell&#039;economia-politica, l&#039;alienazione originale che è alla base di tutte gli altri tipi di alienazione, inclusa quella religiosa: l&#039;alienazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla base di questa, che condiziona tutte le altre, secondo la loro concezione dialettica ma materialistica della storia, vi sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#La divisione del lavoro.&lt;br /&gt;
#La proprietà privata (non tanto delle merci in sé quanto degli strumenti di produzione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo le mosse da quella che allora veniva chiamata sinistra hegeliana, i due filosofi che oltre a essere pensatori erano anche organizzatori e guide politiche, individueranno la forma maggiormente nota e dibattuta di alienazione, cioè quella subita dalla classe operaia. Secondo Marx, alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il filosofo di Treviri distingue quattro tipi di alienazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi;&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell&#039;operaio non è libero come quello dell&#039;artigiano né fantasioso ma costrittivo, si svolge infatti in una determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista).&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l&#039;operaio al Sisifo della mitologia greca);&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I quattro tipi di alienazione vengono teorizzati da Marx negli Annali Franco-tedeschi, opera che scrive nel &#039;44 e che sancisce il definitivo passaggio dal liberalismo al comunismo del filosofo-pensatore. Questa alienazione coinvolge solamente gli operai,che vivono appunto in una situazione alienante, dalla quale deriva l&#039;opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1932 fu dato alle stampe un testo inedito di Marx: &amp;quot;I manoscritti economico-filosofici del 1844&amp;quot;. A seguito di questa pubblicazione la tematica dell&#039;alienazione intesa nel suo senso più profondo e non semplicemente politico ritrovò considerazione presso i pensatori che orbitavano più o meno strettamente intorno a questo indirizzo di pensiero sia che fossero uomini politici, filosofi, psicologi, artisti, poeti o letterati.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<updated>2009-08-24T09:14:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;===Marx e Engels (voce tratta da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione)===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Marx, il cui motto preferito era Homo sum, humani nihil a me alienum puto («Sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano»), e Friedrich Engels furono i due allievi di Hegel che, oltre a procedere nell&#039;ulteriore critica dell&#039;alienazione religiosa portata avanti da Feuerbach, misero in rilievo con la loro critica dell&#039;economia-politica, l&#039;alienazione originale che è alla base di tutte gli altri tipi di alienazione, inclusa quella religiosa: l&#039;alienazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla base di questa, che condiziona tutte le altre, secondo la loro concezione dialettica ma materialistica della storia, vi sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#La divisione del lavoro.&lt;br /&gt;
#La proprietà privata (non tanto delle merci in sé quanto degli strumenti di produzione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo le mosse da quella che allora veniva chiamata sinistra hegeliana, i due filosofi che oltre a essere pensatori erano anche organizzatori e guide politiche, individueranno la forma maggiormente nota e dibattuta di alienazione, cioè quella subita dalla classe operaia. Secondo Marx, alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il filosofo di Treviri distingue quattro tipi di alienazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi;&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell&#039;operaio non è libero come quello dell&#039;artigiano né fantasioso ma costrittivo, si svolge infatti in una determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista).&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l&#039;operaio al Sisifo della mitologia greca);&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I quattro tipi di alienazione vengono teorizzati da Marx negli Annali Franco-tedeschi, opera che scrive nel &#039;44 e che sancisce il definitivo passaggio dal liberalismo al comunismo del filosofo-pensatore. Questa alienazione coinvolge solamente gli operai,che vivono appunto in una situazione alienante, dalla quale deriva l&#039;opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1932 fu dato alle stampe un testo inedito di Marx: &amp;quot;I manoscritti economico-filosofici del 1844&amp;quot;. A seguito di questa pubblicazione la tematica dell&#039;alienazione intesa nel suo senso più profondo e non semplicemente politico ritrovò considerazione presso i pensatori che orbitavano più o meno strettamente intorno a questo indirizzo di pensiero sia che fossero uomini politici, filosofi, psicologi, artisti, poeti o letterati.&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2009-08-24T09:11:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;===Marx e Engels (voce tratta da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione)===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Marx, il cui motto preferito era Homo sum, humani nihil a me alienum puto («Sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano»), e Friedrich Engels furono i due allievi di Hegel che, oltre a procedere nell&#039;ulteriore critica dell&#039;alienazione religiosa portata avanti da Feuerbach, misero in rilievo con la loro critica dell&#039;economia-politica, l&#039;alienazione originale che è alla base di tutte gli altri tipi di alienazione, inclusa quella religiosa: l&#039;alienazione economica.&lt;br /&gt;
Alla base di questa, che condiziona tutte le altre, secondo la loro concezione dialettica ma materialistica della storia, vi sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#La divisione del lavoro.&lt;br /&gt;
#La proprietà privata (non tanto delle merci in sé quanto degli strumenti di produzione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo le mosse da quella che allora veniva chiamata sinistra hegeliana, i due filosofi che oltre a essere pensatori erano anche organizzatori e guide politiche, individueranno la forma maggiormente nota e dibattuta di alienazione, cioè quella subita dalla classe operaia. Secondo Marx, alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.&lt;br /&gt;
Il filosofo di Treviri distingue quattro tipi di alienazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista)e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi;&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista);il lavoro dell&#039;operaio non è libero come quello dell&#039;artigiano né fantasioso ma costrittivo,si svolge infatti in una determinato periodo di tempo,stabilito da altri (il capitalista).&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l&#039; operaio al Sisifo della mitologia greca);&lt;br /&gt;
#L&#039;operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I quattro tipi di alienazione vengono teorizzati da Marx negli Annali Franco-tedeschi,opera che scrive nel &#039;44 e che sancisce il definitivo passaggio dal liberalismo al comunismo del filosofo-pensatore. Questa alienazione coinvolge solamente gli operai,che vivono appunto in una situazione alienante,dalla quale deriva l&#039;opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1932 fu dato alle stampe un testo inedito di Marx: &amp;quot;I manoscritti economico-filosofici del 1844&amp;quot;. A seguito di questa pubblicazione la tematica dell&#039;alienazione intesa nel suo senso più profondo e non semplicemente politico ritrovò considerazione presso i pensatori che orbitavano più o meno strettamente intorno a questo indirizzo di pensiero sia che fossero uomini politici, filosofi, psicologi, artisti, poeti o letterati.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<updated>2009-08-24T09:09:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* Marx e Engels (voce tratta da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;===Marx e Engels (voce tratta da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione)===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Marx, il cui motto preferito era Homo sum, humani nihil a me alienum puto («Sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano»), e Friedrich Engels furono i due allievi di Hegel che, oltre a procedere nell&#039;ulteriore critica dell&#039;alienazione religiosa portata avanti da Feuerbach, misero in rilievo con la loro critica dell&#039;economia-politica, l&#039;alienazione originale che è alla base di tutte gli altri tipi di alienazione, inclusa quella religiosa: l&#039;alienazione economica.&lt;br /&gt;
Alla base di questa, che condiziona tutte le altre, secondo la loro concezione dialettica ma materialistica della storia, vi sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. La divisione del lavoro.&lt;br /&gt;
2. La proprietà privata (non tanto delle merci in sé quanto degli strumenti di produzione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo le mosse da quella che allora veniva chiamata sinistra hegeliana, i due filosofi che oltre a essere pensatori erano anche organizzatori e guide politiche, individueranno la forma maggiormente nota e dibattuta di alienazione, cioè quella subita dalla classe operaia. Secondo Marx, alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.&lt;br /&gt;
Il filosofo di Treviri distingue quattro tipi di alienazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. L&#039;operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista)e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi;&lt;br /&gt;
2. L&#039;operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista);il lavoro dell&#039;operaio non è libero come quello dell&#039;artigiano né fantasioso ma costrittivo,si svolge infatti in una determinato periodo di tempo,stabilito da altri (il capitalista).&lt;br /&gt;
3. L&#039;operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l&#039; operaio al Sisifo della mitologia greca);&lt;br /&gt;
4. L&#039;operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I quattro tipi di alienazione vengono teorizzati da Marx negli Annali Franco-tedeschi,opera che scrive nel &#039;44 e che sancisce il definitivo passaggio dal liberalismo al comunismo del filosofo-pensatore. Questa alienazione coinvolge solamente gli operai,che vivono appunto in una situazione alienante,dalla quale deriva l&#039;opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1932 fu dato alle stampe un testo inedito di Marx: &amp;quot;I manoscritti economico-filosofici del 1844&amp;quot;. A seguito di questa pubblicazione la tematica dell&#039;alienazione intesa nel suo senso più profondo e non semplicemente politico ritrovò considerazione presso i pensatori che orbitavano più o meno strettamente intorno a questo indirizzo di pensiero sia che fossero uomini politici, filosofi, psicologi, artisti, poeti o letterati.&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2009-08-24T09:09:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Marx e Engels (voce tratta da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione)==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Karl Marx, il cui motto preferito era Homo sum, humani nihil a me alienum puto («Sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano»), e Friedrich Engels furono i due allievi di Hegel che, oltre a procedere nell&#039;ulteriore critica dell&#039;alienazione religiosa portata avanti da Feuerbach, misero in rilievo con la loro critica dell&#039;economia-politica, l&#039;alienazione originale che è alla base di tutte gli altri tipi di alienazione, inclusa quella religiosa: l&#039;alienazione economica.&lt;br /&gt;
Alla base di questa, che condiziona tutte le altre, secondo la loro concezione dialettica ma materialistica della storia, vi sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. La divisione del lavoro.&lt;br /&gt;
2. La proprietà privata (non tanto delle merci in sé quanto degli strumenti di produzione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo le mosse da quella che allora veniva chiamata sinistra hegeliana, i due filosofi che oltre a essere pensatori erano anche organizzatori e guide politiche, individueranno la forma maggiormente nota e dibattuta di alienazione, cioè quella subita dalla classe operaia. Secondo Marx, alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.&lt;br /&gt;
Il filosofo di Treviri distingue quattro tipi di alienazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. L&#039;operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista)e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi;&lt;br /&gt;
2. L&#039;operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista);il lavoro dell&#039;operaio non è libero come quello dell&#039;artigiano né fantasioso ma costrittivo,si svolge infatti in una determinato periodo di tempo,stabilito da altri (il capitalista).&lt;br /&gt;
3. L&#039;operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l&#039; operaio al Sisifo della mitologia greca);&lt;br /&gt;
4. L&#039;operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I quattro tipi di alienazione vengono teorizzati da Marx negli Annali Franco-tedeschi,opera che scrive nel &#039;44 e che sancisce il definitivo passaggio dal liberalismo al comunismo del filosofo-pensatore. Questa alienazione coinvolge solamente gli operai,che vivono appunto in una situazione alienante,dalla quale deriva l&#039;opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1932 fu dato alle stampe un testo inedito di Marx: &amp;quot;I manoscritti economico-filosofici del 1844&amp;quot;. A seguito di questa pubblicazione la tematica dell&#039;alienazione intesa nel suo senso più profondo e non semplicemente politico ritrovò considerazione presso i pensatori che orbitavano più o meno strettamente intorno a questo indirizzo di pensiero sia che fossero uomini politici, filosofi, psicologi, artisti, poeti o letterati.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Era_digitale&amp;diff=102</id>
		<title>Era digitale</title>
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		<updated>2009-06-02T06:47:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Era Digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;era digitale e la crisi del capitalismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Viene definito come tasso (saggio) di profitto il rapporto tra profitto accumulato e Capitale Investito, dove con profitto si intende differenza tra valore prodotto nel processo di trasformazione delle merci (produzione), valore incassato dal capitalista, e valore restituito al lavoratore in salario, mentre come Capitale Investito, si intende il capitale utilizzato per il salario (capitale variabile Cv) più il capitale utilizzato per i mezzi di produzione (Capitale Costante Cc), &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi il tasso di profitto (saggio di profitto) è P/(Cv+Cc).&lt;br /&gt;
Altra misura importante è il rapporto tra profitto e capitale variabile, ovvero il saggio o taso di sfruttamento, il rapporto tra quanto va in tasca al capitalista rispetto a quanto va in tasca al lavoratore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh il cardine della teoria marxista indica che il saggio di profitto è in continua diminuzione, &amp;quot;la caduta tendenziale del saggio di profitto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per contrastare il fenomeno il Capitale comprime il capitale utilizzato per il salario Cv (delocalizzazioni, aumento dello sfruttamento, ecc), ovvero diminuisce il rapporto tra risorse destinate al salario rispetto a quelle utilizzate per i mezzi di produzione: le caratteristiche dell&#039;economia capitalistica (la competizione internazionale, il policentrismo delle decisioni e la tendenza all&#039;accumulazione), impongono il continuo aumento della quota parte del Capitale costante (capitale destinato ai mezzi di produzione, chiamato anche composizione organica del capitale) per poter diminure i costi di produzione e conquistare i mercati, ed allo stesso tempo deprimono i salari, ovvero le risorse dei soggetti che sono destinati ad acquistare e consumare le merci prodotte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;introduzione di innovazione tecnologica nei processi produttivi: sviluppo dei macchinari, comportano un aumento delle capacità produttive, aumentano l&#039;offerta di beni e la loro diminuzione di prezzo (e valore); al contempo la diminuzione delle risorse destinate ai consumatori, diminuiscono la capacità di acquisto e quindi deprimono la domanda.&lt;br /&gt;
il convergere di questi fattori producono necessariamente lo squilibrio tra domanda e offerta e provocano il fenomeno della sovrapproduzione, e quindi delle crisi di sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del fattore posto a denominatore, determina la diminuzione del tasso di profitto P/(Cv+Cc)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero l&#039;accumulazione nella produzione (materiale) tende a diminuire costantemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
OGGI siamo arrivati al passaggio fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di paesi come la Cina impediscono la concertazione internazionale dei grandi capitali che, per attenuare, come in passato, la diminuzione del saggio di profitto, potrebbero rallentare l&#039;introduzione di innovazione tecnologica (minor aumento del capitale costante) per ridurre gli effetti della competizione internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al contempo anche eventuali sforzi per aumentare la domanda, ovvero destinare risorse per il consumo sono estremamente pericolose e non comporterebbero gli effetti voluti per i grandi capitali: l&#039;effetto di simili interventi diminuirebbe la competitività dei capitali rispetto a chi non sottoscrivesse questo intervento (la Cina per esempio) e le risorse destinate al consumo potrebbero essere destinate all&#039;acquisto di beni prodotti a minor costo dagli altri soggetti che si pongono fuori dal circuito della concertazione internazionale del grande capitale, e quindi non alimenterebbero la domanda per i beni prodotti dai soggetti capitalistici, attori di una eventuale riforma sociale tesa a diminuire le conseguenze nefaste del meccanismo capitalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Neanche la guerra, come portatrice di distruzione di risorse e induttrice di nuovi bisogni sembra un&#039;opzione praticabile come nel passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, va considerato il limite fisico della natura e del mondo, che non può più sopportare l&#039;instabilità insita nell&#039;assetto capitalistico, la necessità di una crescita infinita per non far descrescere il saggio di profitto, si scontra con la finitezza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via di uscita per continuare a perpretare un sistema simile potrebbe essere rappresentata dalla produzione immateriale, il nuovo settore in espansione, il cui fatturato ha ampiamente superato, nei paesi più avanzati, il fatturato della produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitale dovrebbe però riuscire a imporre il concetto di proprietà anche sui beni immateriali (la proprietà intellettuale), ed a mantenere lo stesso ciclo di valorizzazione delle merci materiali anche nelle merci immateriali, imponendo l&#039;esclusiva legittimità dei produttori capitalistici della facoltà di riprodurre la merce immateriale, che ha la caratteristica che, una volta prodotta può essere riprodotta senza costi aggiuntivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le caratteristiche proprie delle merci immateriali e digitali e le modalità di produzione contrastano la possibilità di riprodure stessi meccanismi capitalistici e esaltano nuove contraddizioni legate all&#039;autoproduzione, all&#039;autoemancipazione e liberazione dei produttori di valore ovvero dei lavoratori stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La merce immateriale una volta prodotta si può riprodurre senza costi aggiuntivi, se viene mantenuta la libertà digitale di poter disporre delle tecnologie e di poter quindi utilizzarle per fini propri, la &amp;quot;riproduzione&amp;quot; è possibile per tutti e quindi anche per i &amp;quot;proletari&amp;quot; ovvero per i produttori di valore (i lavoratori)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale costa di aspetti materiali (dispositivi, macchine, infrastrutture) e immateriali: di mezzi di produzione materiali e immateriali.&lt;br /&gt;
Ma i mezzi di produzione materiali sono sempre più a basso costo e sempre più nelle disponibilità di TANTI e quindi degli stessi lavoratori inseriti nel ciclo di lavorazione dei beni immateriali (i lavoratori cognitivi).&lt;br /&gt;
Mentre i mezzi di produzione immateriale, ovvero le competenze, le professionalità, le reti di conoscenza e sviluppo delle idee, sono quelle dei lavoratori cognitivi, ovvero sono nella disponibilità dei lavoratori e non solo e non più dei possessori di capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi nascono opportunità di liberazione, sembra possibile fare a meno dei possessori di capitale per produrre beni materiali, diventano possibili nuove forme di autoproduzione dal basso, da parte dei lavoratori cognitivi stessi, dei produttori di valore, che impediscono forme di estrazione e accumulazione dalla produzione immateriale. Il software libero, le nuove forme di tutela del diritto d&#039;autore la condivisione del sapere e della conoscenza sono forme che impediscono o che potrebbero impedire le nuove forme di dominio che i capitali possono imporre nell&#039;era digitale. Forme di controllo e dominio, e non più di solo sfruttamento, forme in cui l&#039;azione e l&#039;intervento dei Capitali non avrebbero più la fuznione, oggettivamente utile, di essere artefici del processo produttivo in quanto rappresentano i soggetti in grado di reperire i mezzi di produzione, altrettanto necessari, insieme ai lavoratori (produttori di valore) per la produzione di beni.&lt;br /&gt;
In un mondo in cui i capitali non sarebebro necessari per la produzione immateriale, allora la funzione dei soggetti capitalistici avrebbe solo un ruolo di dominio, i rapporti di forza si sposterebbero su piani diversi rispetto al passato accentuando le forme autoritarie, mentre le libertà classiche borghesi, le libertà di azione, di impresa o come forse meglio di intrapresa, le libertà di produrre, possono doventare appannaggio anche e soprattutto dei lavoratori cognitivi.&lt;br /&gt;
Per quello difendere le libertà digitali è la nuova frontiera per la liberazione delle donne e degli uomini.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Era_digitale&amp;diff=101</id>
		<title>Era digitale</title>
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		<updated>2009-06-01T13:24:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Era Digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;era digitale e la crisi del capitalismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Viene definito come tasso (saggio) di profitto il rapporto tra profitto accumulato e Capitale Investito, dove con profitto si intende differenza tra valore prodotto nel processo di trasformazione delle merci (produzione), valore incassato dal capitalista, e valore restituito al lavoratore in salario, mentre come Capitale Investito, si intende il capitale utilizzato per il salario (capitale variabile Cv) più il capitale utilizzato per i mezzi di produzione (Capitale Costante Cc), &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi il tasso di profitto (saggio di profitto) è P/(Cv+Cc).&lt;br /&gt;
Altra misura importante è il rapporto tra profitto e capitale variabile, ovvero il saggio o taso di sfruttamento, il rapporto tra quanto va in tasca al capitalista rispetto a quanto va in tasca al lavoratore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh il cardine della teoria marxista indica che il saggio di profitto è in continua diminuzione, &amp;quot;la caduta tendenziale del saggio di profitto&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per contrastare il fenomeno il Capitale comprime il capitale utilizzato per il salario Cv (delocalizzazioni, aumento dello sfruttamento, ecc), ovvero diminuisce il rapporto tra risorse destinate al salario rispetto a quelle utilizzate per i mezzi di produzione: le caratteristiche dell&#039;economia capitalistica (la competizione internazionale, il policentrismo delle decisioni e la tendenza all&#039;accumulazione), impongono il continuo aumento della quota parte del Capitale costante (capitale destinato ai mezzi di produzione, chiamato anche composizione organica del capitale) per poter diminure i costi di produzione e conquistare i mercati, ed allo stesso tempo deprimono i salari, ovvero le risorse dei soggetti che sono destinati ad acquistare e consumare le merci prodotte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;introduzione di innovazione tecnologica nei processi produttivi: sviluppo dei macchinari, comportano un aumento delle capacità produttive, aumentano l&#039;offerta di beni e la loro diminuzione di prezzo (e valore); al contempo la diminuzione delle risorse destinate ai consumatori, diminuiscono la capacità di acquisto e quindi deprimono la domanda.&lt;br /&gt;
il convergere di questi fattori producono necessariamente lo squilibrio tra domanda e offerta e provocano il fenomeno della sovrapproduzione, e quindi delle crisi di sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del fattore posto a denominatore, determina la diminuzione del tasso di profitto P/(Cv+Cc)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero l&#039;accumulazione nella produzione (materiale) tende a diminuire costantemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
OGGI siamo arrivati al passaggio fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di paesi come la Cina impediscono la concertazione internazionale dei grandi capitali che, per attenuare, come in passato, la diminuzione del saggio di profitto, potrebbero rallentare l&#039;introduzione di innovazione tecnologica (minor aumento del capitale costante) per ridurre gli effetti della competizione internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al contempo anche eventuali sforzi per aumentare la domanda, ovvero destinare risorse per il consumo sono estremamente pericolose e non comporterebbero gli effetti voluti per i grandi capitali: l&#039;effetto di simili interventi diminuirebbe la competitività dei capitali rispetto a chi non sottoscrivesse questo intervento (la Cina per esempio) e le risorse destinate al consumo potrebbero essere destinate all&#039;acquisto di beni prodotti a minor costo dagli altri soggetti che si pongono fuori dal circuito della concertazione internazionale del grande capitale, e quindi non alimenterebbero la domanda per i beni prodotti dai soggetti capitalistici, attori di una eventuale riforma sociale tesa a diminuire le conseguenze nefaste del meccanismo capitalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Neanche la guerra, come portatrice di distruzione di risorse e induttrice di nuovi bisogni sembra un&#039;opzione praticabile come nel passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, va considerato il limite fisico della natura e del mondo, che non può più sopportare l&#039;instabilità insita nell&#039;assetto capitalistico, la necessità di una crescita infinita per non far descrescere il saggio di profitto, si scontra con la finitezza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via di uscita per continuare a perpretare un sistema simile potrebbe essere rappresentata dalla produzione immateriale, il nuovo settore in espansione, il cui fatturato ha ampiamente superato, nei paesi più avanzati, il fatturato della produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitale dovrebbe però riuscire a imporre il concetto di proprietà anche sui beni immateriali (la proprietà intellettuale), ed a mantenere lo stesso ciclo di valorizzazione delle merci materiali anche nelle merci immateriali, imponendo l&#039;esclusiva legittimità dei produttori capitalistici della facoltà di riprodurre la merce immateriale, che ha la caratteristica che, una volta prodotta può essere riprodotta senza costi aggiuntivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le caratteristiche proprie delle merci immateriali e digitali e le modalità di produzione contrastano la possibilità di riprodure stessi meccanismi capitalistici e esaltano nuove contraddizioni legate all&#039;autoproduzione, all&#039;autoemancipazione e liberazione dei produttori di valore ovvero dei lavoratori stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La merce immateriale una volta prodotta si può riprodurre senza costi aggiuntivi, se viene mantenuta la libertà digitale di poter disporre delle tecnologie e di poter quindi utilizzarle per fini propri, la &amp;quot;riproduzione&amp;quot; è possibile per tutti e quindi anche per i &amp;quot;proletari&amp;quot; ovvero per i produttori di valore (i lavoratori)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale costa di aspetti materiali (dispositivi, macchine, infrastrutture) e immateriali: di mezzi di produzione materiali e immateriali.&lt;br /&gt;
Ma i mezzi di produzione materiali sono sempre più a basso costo e sempre più nelle disponibilità di TANTI e quindi degli stessi lavoratori inseriti nel ciclo di lavorazione dei beni immateriali (i lavoratori cognitivi).&lt;br /&gt;
Mentre i mezzi di produzione immateriale, ovvero le competenze, le professionalità, le reti di conoscenza e sviluppo delle idee, sono quelle dei lavoratori cognitivi, ovvero sono nella disponibilità dei lavoratori e non solo e non più dei possessori di capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi nascono opportunità di liberazione, sembra possibile fare a meno dei possessori di capitale per produrre beni materiali, diventano possibili nuove forme di autoproduzione dal basso, da parte dei lavoratori cognitivi stessi, dei produttori di valore, che impediscono forme di estrazione e accumulazione dalla produzione immateriale. Il software libero, le nuove forme di tutela del diritto d&#039;autore la condivisione del sapere e della conoscenza sono forme che impediscono o che potrebbero impedire le nuove forme di dominio che i capitali possono imporre nell&#039;era digitale. Forme di controllo e dominio, e non più di solo sfruttamento, forme in cui l&#039;azione e l&#039;intervento dei Capitali non avrebbero più la fuznione, oggettivamente utile, di essere artefici del processo produttivo in quanto rappresentano i soggetti in grado di reperire i mezzi di produzione, altrettanto necessari, insieme ai lavoratori (produttori di valore) per la produzione di beni.&lt;br /&gt;
In un mondo in cui i capitali non sarebebro necessari per la produzione immateriale, allora la funzione dei soggetti capitalistici avrebbe solo un ruolo di dominio, i rapporti di forza si sposterebbero su piani diversi rispetto al passato accentuando le forme autoritarie, mentre le libertà classiche borghesi, le libertà di azione, di impresa o come forse meglio di intrapresa, le libertà di produrre, possono doventare apannaggio anche e soprattutto dei lavoratori cognitivi.&lt;br /&gt;
Per quello difendere le libertà digitali è la nuova frontiera per la liberazione delle donne e degli uomini.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=100</id>
		<title>Pagina principale</title>
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		<updated>2009-06-01T08:09:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sito collaborativo per la realizzazione di un centro di formazione, divulgazione, analisi e confronto politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Appunti per una rielaborazione della teoria marxiana ed un rilancio della sinistra del nuovo millennio.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------&lt;br /&gt;
Comunismo4dummies&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sviluppare la questione della &amp;quot;Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
---------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[produzione immateriale]]&lt;br /&gt;
---------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Americanismo, Taylorismo, Fordismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
---------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
-------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Rassegna Stampa ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/festival-economia/rampini-crisi/rampini-crisi.html]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Era_digitale&amp;diff=99</id>
		<title>Era digitale</title>
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		<updated>2009-05-31T00:16:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Era Digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;era digitale e la crisi del capitalismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il tasso (saggio) di profitto ovvero il rapporto tra profitto accumulato e Capitale Investito, cioè il rapporto tra Profitto (P) e Capitale utilizzato per il salario (capitale variabile Cv) + capitale utilizzato per i mezzi di produzione (Capitale Costante Cc), ovvero P/(Cv+Cc) è in continua diminuzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per contrastare il fenomeno il Capitale comprime il capitale utilizzato per il salario Cv (delocalizzazioni, sfruttamento, ecc) ma le caratteristiche dell&#039;economia capitalistica (la competizione internazionale, il policentrismo delle decisioni e la tendenza all&#039;accumulazione), impongono il continuo aumento della quota parte del Capitale costante per poter diminure i costi di produzione e conquistare i mercati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del fattore posto a denominatore, determina la diminuzione del tasso di profitto P/(Cv+Cc)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero l&#039;accumulazione nella produzione (materiale) tende a diminuire costantemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
OGGI siamo arrivati al passaggio fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di paesi come la Cina impediscono la concertazione internazionale dei grandi capitali che, per attenuare, come in passato, la diminuzione del saggio di profitto, potrebbero rqallentare l&#039;introduzione di innovazione tecnologica (minor aumento del capitale costante) per ridurre gli effetti della competizione internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Neanche la guerra sembra un&#039;opzione praticabile come nel passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;instabilità insita nell&#039;assetto capitalistico, la necessità di una crescita infinita per non far descrescere il saggio di profitto, si scontra con la finitezza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via di uscita per continuare a perpretare un sistema simile potrebbe essere rappresentata dalla produzione immateriale, il nuovo settore in espansione, il cui fatturato ha ampiamente superato, nei paesi più avanzati, il fatturato della produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitale dovrebbe però riuscire a imporre il concetto di proprietà anche sui beni immateriali (la proprietà intellettuale), ed a mantenere lo stesso ciclo di valorizzazione delle merci materiali anche nelle merci immateriali, imponendo l&#039;esclusiva legittimità dei produttori capitalistici della facoltà di riprodurre la merce immateriale, che ha la caratteristica che, una volta prodotta può essere riprodotta senza costi aggiuntivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le caratteristiche proprie delle merci immateriali e digitali e le modalità di produzione contrastano la possibilità di riprodure stessi meccanismi capitalistici e esaltano nuove contraddizioni legate all&#039;autoproduzione, autoemancipazione e liberazione dei produttori di valore ovvero dei lavoratori stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La merce immateriale una volta prodotta si può riprodurre senza costi aggiuntivi, se viene mantenuta la libertà digitale di poter disporre delle tecnologie e di poter quindi utilizzarle per fini propri, la &amp;quot;riproduzione&amp;quot; è possibile per tutto e quindi anche per il &amp;quot;proletariato&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale costa di aspetti materiali (dispositivi, macchine, infrastrutture) e immateriali, di mezzi di produzione materiali e immateriali.&lt;br /&gt;
ma i mezzi di prooduzione materiali sono sempre più a basso costo e sempre più nelle disponibilità di TANTI e quindi degli stessi lavoratori inseriti nel ciclo di lavorazione dei beni immateriali (i lavoratori cognitivi).&lt;br /&gt;
I mezzi di produzione sono anche immateriali, ovvero sono le competenze, le conoscenze, le profesionalità dei lavoratori cognitivi,&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Era digitale</title>
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		<updated>2009-05-30T23:07:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Era Digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;era digitale e la crisi del capitalismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il tasso (saggio) di profitto ovvero il rapporto tra profitto accumulato e Capitale Investito, cioè il rapporto tra Profitto (P) e Capitale utilizzato per il salario (capitale variabile Cv) + capitale utilizzato per i mezzi di produzione (Capitale Costante Cc), ovvero P/(Cv+Cc) è in continua diminuzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per contrastare il fenomeno il Capitale comprime il capitale utilizzato per il salario Cv (delocalizzazioni, sfruttamento, ecc) ma le caratteristiche dell&#039;economia capitalistica (la competizione internazionale, il policentrismo delle decisioni e la tendenza all&#039;accumulazione), impongono il continuo aumento della quota parte del Capitale costante per poter diminure i costi di produzione e conquistare i mercati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del fattore posto a denominatore, determina la diminuzione del tasso di profitto P/(Cv+Cc)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero l&#039;accumulazione nella produzione (materiale) tende a diminuire costantemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
OGGI siamo arrivati al passaggio fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di paesi come la Cina impediscono la concertazione internazionale dei grandi capitali per attenuare, come in passato, l&#039;introduzione di innovazione tecnologica (attenuazione dell&#039;aumento del capitale costante) per ridurre gli effetti della competizione internazionale nella diminuzione saggio di profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Neanche la guerra sembra un&#039;opzione praticabile come nel passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;instabilità insita nell&#039;assetto capitalistico, la necessità di una crescita infinita per non far descrescere il saggio di profitto, si scontra con la finitezza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via di uscita per continuare a perpretare un sistema simile potrebbe essere rappresentata dalla produzione immateriale, il nuovo settore in espansione, il cui fatturato ha ampiamente superato, nei paesi più avanzati, il fatturato della produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitale dovrebbe però riuscire a imporre il concetto di proprietà anche sui beni immateriali (la proprietà intellettuale), ed a mantenere lo stesso ciclo di valorizzazione delle merci materiali anche nelle merci immateriali, imponendo l&#039;esclusiva legittimità dei produttori capitalistici della facoltà di riprodurre la merce immateriale, che ha la caratteristica che, una volta prodotta può essere riprodotta senza costi aggiuntivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le caratteristiche proprie delle merci immateriali e digitali e le modalità di produzione contrastano la possibilità di riprodure stessi meccanismi capitalistici e esaltano nuove contraddizioni legate all&#039;autoproduzione, autoemancipazione e liberazione dei produttori di valore ovvero dei lavoratori stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La merce immateriale una volta prodotta si può riprodurre senza costi aggiuntivi, se viene mantenuta la libertà digitale di poter disporre delle tecnologie e di poter quindi utilizzarle per fini propri, la &amp;quot;riproduzione&amp;quot; è possibile per tutto e quindi anche per il &amp;quot;proletariato&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale costa di aspetti materiali (dispositivi, macchine, infrastrutture) e immateriali, di mezzi di produzione materiali e immateriali.&lt;br /&gt;
ma i mezzi di prooduzione materiali sono sempre più a basso costo e sempre più nelle disponibilità di TANTI e quindi degli stessi lavoratori inseriti nel ciclo di lavorazione dei beni immateriali (i lavoratori cognitivi).&lt;br /&gt;
I mezzi di produzione sono anche immateriali, ovvero sono le competenze, le conoscenze, le profesionalità dei lavoratori cognitivi,&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Era digitale</title>
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		<updated>2009-05-30T22:12:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Era Digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;era digitale e la crisi del capitalismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il tasso (saggio) di profitto ovvero il rapporto tra profitto e Capitale Investito, cioè il rapporto tra Profitto (P) e Capitale utilizzato per il salario (capitale variabile Cv) + capitale utilizzato per i mezzi di produzione (Capitale Costante Cc), ovvero P/(Cv+Cc) è in continua diminuzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per contrastare il fenomeno il Capitale comprime il capitale utilizzato per il salario Cv (delocalizzazioni, sfruttamento, ecc) ma le caratteristiche dell&#039;economia capitalistica (la competizione internazionale, il policentrismo delle decisioni e la tendenza all&#039;accumulazione), impongono il continuo aumento della quota parte del Capitale costante per poter poter conquistare i mercati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del fattore posto a denominatore, determina la diminuzione del tasso di profitto P/(Cv+Cc)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero l&#039;accumulazione nella produzione (materiale) tende a diminuire costantemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
OGGI siamo arrivati al passaggio fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di paesi come la Cina impediscono la concertazione internazionale dei grandi capitali per attenuare, come in passato, l&#039;introduzione di innovazione tecnologica (aumento del capitale costante) per ridurre gli effetti della competizione internazionale nel saggio di profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Neanche al guerra sembra un&#039;opzione praticabile come nel passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;instabilità insita nell&#039;assetto capitalistico, la necessità di una crescita infinita per mantenere un saggio di profitto adeguato, si scontra con la finitezza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via di uscita per continuare a perpretare un sistema simile potrebbe essere rappresentata dalla produzione immateriale, il nuovo settore in espansione, il cui fatturato ha ampiamente superato, nei paesi più avanzati, il fatturato della produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitale dovrebbe però riuscire a imporre il concetto di proprietà anche sui beni immateriali (la proprietà intellettuale), a mantenere lo stesso ciclo di valorizzazione delle merci materiali anche nelle merci immateriali, imponendo una sua esclusiva legittimità nel poter riprodurre la merce immateriale prodotta, che ha la caratteristica che una volta prodotta può essere riprodotta senza costi aggiuntivi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Era digitale</title>
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		<updated>2009-05-30T22:12:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: Nuova pagina: Era Digitale  L&amp;#039;era digitale e la crisi del capitalismo  Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale  il tasso (saggio) di profitto ovve...&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Era Digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;era digitale e la crisi del capitalismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi il grande Capitale non riesce più a estrarre accumulazione dalla produzione materiale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il tasso (saggio) di profitto ovvero il rapporto tra profitto e Capitale Investito, cioè il rapporto tra Profitto (P) e Capitale utilizzato per il salario (capitale variabile Cv) + capitale utilizzato per i mezzi di produzione (Capitale Costante Cc), ovvero P/(Cv+Cc) è in continua diminuzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per contrastare il fenomeno il Capitale comprime il capitale utilizzato per il salario Cv (delocalizzazioni, sfruttamento, ecc) ma le caratteristiche dell&#039;economia capitalistica (la competizione internazionale, il policentrismo delle decisioni e la tendenza all&#039;accumulazione), impongono il continuo aumento della quota parte del Capitale costante per poter poter conquistare i mercati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del fattore posto a denominatore, determina la diminuzione del tasso di profitto P/(Cv+Cc)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero l&#039;accumulazione nella produzione (materiale) tende a diminuire costantemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
OGGI siamo arrivati al passaggio fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di paesi come la Cina impediscono la concertazione internazionale dei grandi capitali per attenuare, come in passato, l&#039;introduzione di innovazione tecnologica (aumento del capitale costante) per ridurre gli effetti della competizione internazionale nel saggio di profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Neanche al guerra sembra un&#039;opzione praticabile come nel passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;instabilità insita nell&#039;asseto capitalistico, la necessità di una crescita infinita per mantenere un saggio di profitto adeguato, si scontra con la finitezza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via di uscita per continuare a perpretare un sistema simile potrebbe essere rappresentata dalla produzione immateriale, il nuovo settore in espansione, il cui fatturato ha ampiamente superato, nei paesi più avanzati, il fatturato della produzione materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitale dovrebbe però riuscire a imporre il concetto di proprietà anche sui beni immateriali (la proprietà intellettuale), a mantenere lo stesso ciclo di valorizzazione delle merci materiali anche nelle merci immateriali, imponendo una sua esclusiva legittimità nel poter riprodurre la merce immateriale prodotta, che ha la caratteristica che una volta prodotta può essere riprodotta senza costi aggiuntivi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Pagina principale</title>
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		<updated>2009-05-30T21:25:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sito collaborativo per la realizzazione di un centro di formazione, divulgazione, analisi e confronto politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Appunti per una rielaborazione della teoria marxiana ed un rilancio della sinistra del nuovo millennio.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------&lt;br /&gt;
Comunismo4dummies&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sviluppare la questione della &amp;quot;Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
---------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[produzione immateriale]]&lt;br /&gt;
---------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Americanismo, Taylorismo, Fordismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
---------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
-------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
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* [http://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Produzione_immateriale&amp;diff=94</id>
		<title>Produzione immateriale</title>
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		<updated>2009-05-02T13:14:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;La Produzione immateriale tra tentativi di restrizione e sviluppo delle libertà digitali.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Tecnologia e libertà di produzione digitale: riflessioni sulla reale posta in gioco&lt;br /&gt;
di Francesco Tupone e Ezio Palumbo, soci dell’Associazione Culturale Linux Club Italia&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Premessa&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sviluppo tecnologico pone la nostra vita e la nostra società su di un piano diverso rispetto al recente passato, consegnandoci grandi opportunità di libertà e liberazione ma al contempo ci espone a rischi di controllo totale e di dominio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le battaglie vinte a livello europeo negli ultimi anni, dal movimento per la cultura ed il sapere libero, contro le proposte di introduzione della brevettabilità del software, la scarsa presa degli strumenti di controllo dei dispositivi hardware (il parziale fallimento del Trusted Computing), la prossima fine degli effetti del Decreto Pisanu relativi al controllo dell’accesso ad Internet fanno sicuramente piacere, ma non possono rassicurarci più di tanto su scenari possibili di un futuro di oppressione e dominio sulle nostre vite: la questione dello sviluppo digitale tra nuove opportunità e nuove minacce necessita di alcune riflessioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vogliamo tentare di dare un senso e un’interpretazione meno banale sul significato dei tanti tentativi di restrizioni digitali che si oppongono allo sviluppo delle libertà e dei diritti digitali e quindi sulla reale posta in gioco sul fronte delle nuove forme di produzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Introduzione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando iniziammo l&#039;avventura del Progetto Linux Club, con la costituzione dell&#039;Associazione Culturale Linux Club Italia e l&#039;apertura della nostra sede di Via Libetta a Roma, avevamo intuito alcuni concetti e avevamo chiari alcuni obiettivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Utilizzare strumenti nuovi di comunicazione e di socialità, per diffondere e promuovere il concetto di software libero, ridurre il digital divide, esportare il modello organizzativo, la filosofia e lo stile di vita sociale tipici della comunità open source, rivolgendosi non soltanto agli appassionati di informatica ma alla &amp;quot;massa&amp;quot; (si perdoni il termine un po&#039; desueto) dei potenziali fruitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Sostenere e rilanciare i valori della condivisione, della collaborazione e della partecipazione, visti non più, o meglio, non solo, come valori etici e morali, ma come idee-forza, capaci di diventare strumenti &amp;quot;superiori&amp;quot; di organizzazione, tanto nell&#039;economia quanto nella politica, in quanto capaci di coniugare democrazia, efficacia ed efficienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Offrire alla comunità della rete nuovi strumenti e opportunità per sperimentare forme di altra economia centrate sull&#039;autoproduzione, nella convinzione che nel settore digitale, forse più che in altri settori, la parola d’ordine del movimento dei movimenti, un&#039;altro mondo è possibile, possa diventare una pratica sperimentabile già da subito! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Produzione materiale ed immateriale&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le considerazioni politiche ed economiche (ma qui stiamo parlando di livelli alti della politica, non della politica politicante), alla base del nostro progetto, riguardano proprio le peculiari modalità della produzione e della fruizione dei beni immateriali. Siamo pervenuti alla conclusione che le caratteristiche insite nella produzione digitale, associate alla forma di organizzazione tipicamente collaborativa dell&#039;open source, rappresentino, in nuce, un nuovo, potente strumento di liberazione, a causa delle nuove opportunità che offrono allo sviluppo della persona, alla diffusione della cultura, alla reciproca conoscenza dei popoli e alla lotta contro tutte le forme di oppressione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;innovazione tecnologica, sempre più spinta, porta ad una consistenza sempre maggiore della produzione digitale: già oggi nei paesi più economicamente più avanzati, quelli del cosiddetto G8, il valore della produzione di beni immateriale ha superato abbondantemente quello della produzione tradizionale. Data la difficoltà crescente a valorizzare i capitali investiti nella produzione tradizionale (fenomeno evidente vista la crisi che ha investito tutto il mondo), le grandi corporation (i grandi capitali) guardano con sempre maggior interesse alle varie forme di produzione immateriale, nella speranza di ricavare dai nuovi settori forme di accumulazione ormai perdute nei vecchi settori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La cosiddetta &amp;quot;Proprietà Intellettuale&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si colloca in questo quadro la battaglia scatenata intorno alla Proprietà Intellettuale, espressione già in sé tendenziosa – cui andrebbe contrapposta quella, ben più congrua, di Patrimonio Intellettuale dell&#039;Umanità – che collega verbalmente, senza alcuna mediazione, entità del tutto incommensurabili, nel tentativo di imporre il discutibile principio per cui anche sulle &amp;quot;cose immateriali&amp;quot; è possibile rivendicare una proprietà, o meglio una proprietà privata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La volontà di chi introduce questo termine è quella di ridurre ad un &amp;quot;unicum&amp;quot; tematiche differenti e complesse, come la questione dei marchi, dei brevetti industriali, del diritto d&#039;autore, regolate da leggi e normative differenti tra loro perché la natura degli argomenti è diversa, dalla questione degli OGM, alla tutela delle opere artistiche, ai prodotti farmaceutici, al software.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tutto per imporre una forma innaturale di proprietà privata delle idee, per vietare la libera condivisione dei saperi, per frustrare il sano e naturale impulso a soddisfare le proprie curiosità intellettuali al di fuori delle leggi dello scambio, by-passando, per quanto è possibile, la forma-merce e la forma-denaro, su cui poggia lo strapotere delle lobby economiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Forme alternative di tutela del diritto d&#039;autore&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo strumento delle licenze aperte, l’ormai famosa General Public License GPL, permette una tutela del software geniale, grazie alla sua forma ricorsiva, che impedisce qualsiasi forma di appropriazione privata. La regola di base, quella che consente di modificare il software GPL a patto che anche i successivi sviluppi e miglioramenti siano sottoposti al regime GPL, è ed è stata la chiave per tutelare in maniera chiara e definitiva il software libero, ottenendo un risultato grandioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il Software Libero come Bene Comune&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto il software Open Source diventa quindi un Patrimonio inalienabile dell&#039;Umanità, un Bene Comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la produzione immateriale non è soltanto software, bensì anche opere artistiche, film, musica libri, video, ecc.. E quando si parla di arte, è sempre doveroso rispettare le volontà degli artisti. Per tale ragione, sono nate forme specifiche di tutela del diritto d&#039;autore, che tengono delle peculiarità insite nella produzione di Software.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Le Creative Commons ed il copyleft&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Creative Commons non garantiscono sempre le stesse libertà di fruizione dei beni immateriali come il Software Libero, ma pur tuttavia rappresentano una modalità ragionevole per consentire e favorire la diffusione condivisa delle opere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In discussione non è il concetto di Diritto d&#039;Autore, che in quanto diritto dell&#039;autore  va difeso. Si tratta piuttosto di coniugare il diritto dell’autore con altri diritti, soprattutto con il diritto alla condivisione della conoscenza e all&#039;accesso alla cultura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tenendo conto che la diffusione gratuita delle opere spesso non va a detrimento del creativo, anzi spesso ne aumenta la reputazione e quindi anche la spendibilità nel grande mercato della produzione culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Mercato e produzione immateriale, le debolezze intrinseche del capitalismo.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come meglio illustrato in altri articoli e contributi, le opere digitali hanno caratteristiche completamente differenti dalle opere materiali, caratteristiche che ostacolano la loro ”sussunzione” sotto il processo di valorizzazione e di scambio capitalistico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’opera immateriale ha bisogno di lavoro per essere prodotta, ma una volta realizzata si può riprodurre &amp;quot;ad libitum&amp;quot;, praticamente senza costi (o comunque a costi irrisori) e quindi può essere scambiata e distribuita a piacere, ingenerando così un gigantesco (potenziale) processo di diffusione della conoscenza, a costi pressoché irrisori (che al più devono tener conto del tempo lavoro impiegato per la produzione o riproduzione del bene).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte le leggi e le normative che tendono ad ingabbiare all&#039;interno della logica privatistica i beni immateriali vengono percepite come una forma di oppressione che lede la libertà di disporre dell&#039;oggetto immateriale. Impedire lo scambio di opere digitali, o la possibilità di fare una copia, significa esercitare una fastidiosa forma di repressione su relazioni sociali comuni e diffuse: come fare un favore ad un amico, ascoltare insieme un brano musicale, guardare un film, condividere emozioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la debolezza del capitalismo risiede anche in un altro fatto, più strutturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La composizione organica del Capitale nei nuovi settori di produzione immateriale: le differenti evoluzioni nel settore digitale/immateriale e nel settore tradizionale/materiale&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Aumento della composizione organica del capitale nei processi produttivi tradizionali&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase che viviamo, che qualcuno ha definito turbocapitalismo o neoliberismo, è la conseguenza prevedibile e prevista del pieno sviluppo dell&#039;economia capitalista. Una fase in cui il capitale si è sviluppato nella sua forma più pervasiva, e intrinsecamente contraddittoria. La competizione internazionale appare sempre meno regolata e guidata dalla politica; le leggi del mercato si sono dispiegate e si dispiegano tuttora nella loro estrema virulenza, lasciando le macerie che la nuova crisi che ci ha appena investiti (una crisi classica di sovrapproduzione) ormai rende a tutti evidente. Una crisi che il capitalismo può riuscire a superare solo innescando un processo distruttivo, per lui necessario a rimettere in moto il meccanismo dell’accumulazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se questo è il quadro, vale forse la pena ridare un’occhiata alla “vecchia” legge marxiana, quella che spiegava la “caduta tendenziale del saggio del profitto” con lo sviluppo della competizione tecnologica, la diminuzione dei saggi di rendimento monetari con l’aumento della produttività fisica del capitale. Quella legge non era che il corollario della teoria del plusvalore, vale a dire della tesi secondo cui il valore creato ex novo dal capitale, e ridistribuito tra le classi proprietarie, scaturisce da una sola parte del capitale stesso, quella investita in salari, che possiamo pertanto chiamare capitale variabile, mentre l’altra parte, quella assorbita dai mezzi di produzione materiali (macchinari, materie prime e ausiliarie, ecc.), non fa altro che trasferire il proprio valore nel prodotto finale.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Schematizzando al massimo, l’idea è che, sulla spinta della competizione tecnologica tra capitali, quale risultato del continuo rincorrersi di innovazioni e salti di produttività, il capitale finisca, inconsapevolmente, per segare il ramo su cui è appollaiato, per prosciugare la fonte del plusvalore e del profitto, riducendo salari e diritti dei lavoratori – per esempio attraverso la flessibilità o il rilancio di forme di lavoro a cottimo – e, soprattutto, accrescendo continuamente quella che Marx ha chiamato “composizione organica”, cioè il rapporto tra capitale costante e capitale variabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pratica si sta avverando oggi ciò che era alla base della teoria marxiana, la teoria della crisi economica: l’instabilità dell’assetto capitalistico e la tendenza alla crisi da sovrapproduzione delle merci: innalzamento della produttività e della produzione di merci e diminuzione della capacità di spesa, di sostenere la domanda e di acquistare le merci stesse prodotte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;La novità dell&#039;evoluzione della composizione del capitale nel settore produttivo digitale e immateriale&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nel caso digitale si deve parlare di capitale costante e capitale variabile, anche nel settore digitale esistono mezzi di produzione, salari e profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo per esempio immaginare un ciclo di produzione immateriale in cui informazioni, obiettivi, saperi, intuizioni, flussi comunicativi vengono trasformati dai programmatori, dagli sviluppatori, dai creativi, dai ricercatori e in generale dai lavoratori cognitivi, in &amp;quot;senso&amp;quot;, in prodotti culturali e informativi, in prodotti digitali, in software o in opere multimediali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A causa dell’innovazione tecnologica sempre più spinta si assiste a una sempre più accentuata riduzione dei costi delle macchine che costituiscono in generale i &amp;quot;vettori&amp;quot; della produzione immateriale (come ad esempio i costi delle connessione telematiche o dei dispositivi hardware) e, parimenti, a crescenti investimenti nella ricerca di competenze e di professionalità che afferiscono al sapere umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito della produzione immateriale, una volta abbattuto il costo per accedere agli strumenti, i motori principali diventano la creatività, la conoscenza, le competenze, le idee. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella produzione immateriale il capitale costante diventa esso stesso, in larga parte, immateriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si potrebbe dire, in altri termini, che si tenta il trasferimento di paradigma dalle macchine alla &amp;quot;testa&amp;quot; degli uomini, dove le idee e la creatività sono le vere fonti ed i mezzi della produzione.  Ma se questo è vero, ciò significa che gli uomini, ovvero i nuovi produttori di valore, diventano gli unici, veri artefici della produzione (sia pur nel nuovo settore del digitale), acquisendo un nuovo potere, potenzialmente molto più incisivo di quello che le classi subalterne hanno avuto a disposizione negli ultimi secoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò può significare la sperimentazione di forme nuove e non velleitarie di economia, forme basate sulla cooperazione e non più sullo sfruttamento del lavoro. L’apertura di spazi importanti, dove la consapevolezza e l&#039;organizzazione reticolare delle comunità agenti  è chiamata a svolgere un ruolo cruciale, per superare la frammentazione dovuta alla precarizzazione sociale, politica ed economica e utilizzare in forma autogestita il nuovo mezzo di produzione immateriale a disposizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Gli scenari futuri &#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa modifica della centralità delle idee pone all&#039;orizzonte un ventaglio di scenari, ai cui estremi stanno due possibili esiti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Il completo assoggettamento al potere economico della società e del ciclo produttivo delle idee, il controllo totale e la repressione di ogni ricerca e sperimentazione scientifica extra &amp;quot;legale&amp;quot;. Scenari di degrado tipo 1984 di Orwell, tanto per intenderci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	L’avvio di un ciclo produttivo capace di autonomizzarsi dal capitale, sia pure soltanto nel settore immateriale, possibilità quindi di lanciare la sfida più ambiziosa &amp;quot;Rendere possibile una produzione che faccia a meno della funzione del capitale&amp;quot;: impraticabile nella produzione materiale, attuabile sin da subito nel settore digitale &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto dipenderà dallo scontro tra i grandi capitali, che mirano a conservare il potere (economico), pur non avendo più (nella produzione digitale) alcuna funzione oggettiva, e i nuovi produttori di valore, i lavoratori cognitivi, da un lato, purtroppo, sempre più subalterni, frammentati e disarticolati dalla precarizzazione sociale e del lavoro, ma di fatto centrali nei processi produttivi digitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Le risposte delle grandi corporation&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tentativo delle grandi corporazioni e lobby è sempre lo stesso: riporre intorno al nuovo soggetto, ovvero la produzione delle idee, le compatibilità economiche ed i paradigmi classici dello scambio delle merci, imponendo il reticolato di regole, tasse e gabelle che ne permetta il controllo, per mantenere la propria esclusività nella produzione e per difendere la propria quota di mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli strumenti utilizzati sono tanti e variano continuamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possono essere l&#039;approvazione di una legislazione che introduce i brevetti nel software, o il DRM Millennium Act; l&#039;approvazione della Legge Urbani o la sperimentazione del Trusted Computing; la diffusione di campagne di stampa che criminalizzano internet ed il P2P oppure gli ostacoli alla diffusione del Wi-Fi; i decreti sulla sicurezza che regolano (ed ostacolano) l&#039;accesso alla rete, la data retention o le protezioni digitali; l&#039;introduzione del concetto di proprietà intellettuale e la demonizzazione della copia dei Cd/Dvd (legalmente possibile invece in moltissimi casi). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ultima la clausola contrattuale che in grandi imprese di software statunitensi vieta ai dipendenti, al termine del loro rapporto di lavoro, di utilizzare le conoscenze professionali e la formazione acquisita in azienda nei due anni successivi: in pratica una esplicita rivendicazione di proprietà del nuovo mezzo di produzione immateriale &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importante per queste &amp;quot;lobbies&amp;quot; è difendere il proprio ruolo, la propria funzione, i propri fatturati. Disposti anche ad imporre in futuro il proprio dominio in un mondo che invece potrebbe fare a meno di loro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;I brevetti nel software&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tentativo di imporre una legislazione che introduceva i brevetti nel software andava in questa direzione. Sia chiaro non abbiamo mai pensato che qualcuno avesse l&#039;ambizione di &amp;quot;vietare&amp;quot; oggi lo sviluppo della programmazione software, e quindi di imporre un dominio fondato sulla negazione della libertà di conoscenza, di ricerca o di comunicare. I brevetti nel software rappresentavano una forma di garanzia che qualora le comunità open source riuscissero a &amp;quot;sfondare&amp;quot; con le loro forme di produzione immateriali (software) &amp;quot;liberate&amp;quot;, svincolate quindi dalla forma merce, poi tutto potesse ri-confluire nell&#039;alveo delle compatibilità economiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In uno scenario possibile, dove il software libero dovesse &amp;quot;vincere&amp;quot; o dove i &amp;quot;piccoli sviluppatori&amp;quot; potessero ottenere importanti quote di mercato, tramite i brevetti le grandi aziende avrebbero potuto contare ancora molto: alla eventuale ridotta quota di produzione avrebbe potuto far fronte una maggiore quota di rendita, la rendita derivante dalla miriade di brevetti software depositati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Sperimentare forme autentiche di Altra Economia&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nostra azione, di chi ambisce a costruire le condizioni di liberazione dell&#039;uomo, deve essere tesa a preservare il terreno delle idee dall&#039;irreggimentazione capitalistica, poichè la libertà digitale offre un potere immenso ai nuovi produttori, il potere di &amp;quot;sottintendere&amp;quot; al Capitale, il potere cioè di cortocircuitare i protagonisti della produzione, i due attori classici Capitale e Lavoro, in un unico soggetto, o meglio in una unica comunità di soggetti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori di valore, i programmatori, i creativi del web, gli artisti, i semplici appassionati hanno la possibilità di fare a meno dei grandi capitali per realizzare i loro progetti, le merci immateriali diventano potenzialmente producibili da tutti, o comunque producibili da tanti ed a costi irrisori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quella che si evidenzia è una potenzialità ancora non completamente espressa, per essere realizzata occorre una volontà, una &amp;quot;determinazione&amp;quot;, una &amp;quot;organizzazione&amp;quot;, una appartenenza a reti e comunità, occorre costruire e ampliare relazioni e sinergie, e combattere gli ostacoli che vengono frapposti per impedire ed inibire l&#039;autoproduzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Sia chiaro per inciso non si vuole qui omettere che non tutti oggi hanno le capacità, le risorse, le tecnologie: ancora per la maggioranza dell&#039;umanità esiste un fortissimo gap dovuto al divario tecnologico che impedisce forme nuove di emancipazione. Il ragionamento che ci stiamo apprestando a formulare è valido qui, per chi vive nei paesi più avanzati, per chi è inserito nel centro della produzione immateriale mondiale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Lo strumento del software libero per l&#039;autopromozione, produzione e liberazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo strumento principe che abbiamo a disposizione è quello del software libero, un &#039;&#039;bene comune&#039;&#039; che va promosso e sviluppato, perchè può essere utilizzato per ampliare le forme di sperimentazione di progetti non direttamente finalizzati allo scambio denaro/merce, ma che hanno lo scopo di dotare gli uomini e le comunità, di beni e ricchezza spesso immateriali, ma altrettanto spesso capaci di soddisfare anche necessari bisogni materiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nuova linfa per la speranza e per l&#039;azione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sforzo che a nostro parere occorre fare non è quello di trovare le compatibilità con l&#039;assetto economico imperante (il riferimento va, ad esempio, alla ricerca spasmodica del modello di business per l&#039;open source) ma provare a sperimentare, promuovere e realizzare progetti che tentino la via della produzione diretta, di valori o meglio ancora di &#039;&#039;valori d&#039;uso&#039;&#039;, in grado di contrastare la pervasività del capitale che tutto vuole ridurre in scambio e merce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una azione che è difficilissima se non addirittura impossibile in questa fase nel settore della produzione materiale, ma che invece è già alla nostra portata nel settore della produzione immateriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Liberare dal mercato la produzione immateriale, &amp;quot;diventare tutti più ricchi&amp;quot;, approfittando delle opportunità e delle potenzialità della rete, più ricchi non di denaro ma di cultura, in termini di innalzamento della qualità della vita: questo è l&#039;obiettivo di chi vuol difendere le libertà digitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè oggi la vera libertà digitale è quella di poter disporre della tecnologia, di poter utilizzare gli strumenti che, virtuosamente, la condivisione del sapere e della conoscenza ci mette a disposizione, la vera libertà digitale è quella di poter usufruire, di scambiare e di fare cultura. La libertà è quella di provvedere, insieme, ed in maniera collaborativa, a soddisfare i nostri bisogni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
____________________________&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesco Tupone e Ezio Palumbo fanno parte dell&#039;Associazione Culturale Linux Club Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ingegneri elettronici, laureati presso l&#039;Università degli Studi di Roma La Sapienza, hanno avuto una formazione politico-culturale ed un percorso di vita comune, militando nel movimento studentesco del 1990 (La Pantera).&lt;br /&gt;
Francesco Tupone vive a Roma, nel quartiere Garbatella, noto laboratorio politico-sociale di sperimentazione di governo dei nuovi municipi.&lt;br /&gt;
Ezio Palumbo, vive a vasto (CH), è attivo nel Sindacato Tessile CGIL/FILTEA.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Produzione_immateriale&amp;diff=93</id>
		<title>Produzione immateriale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Produzione_immateriale&amp;diff=93"/>
		<updated>2009-05-02T13:13:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;La Produzione immateriale tra tentativi di restrizione e sviluppo delle libertà digitali.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Tecnologia e libertà di produzione digitale: riflessioni sulla reale posta in gioco&lt;br /&gt;
di Francesco Tupone e Ezio Palumbo, soci dell’Associazione Culturale Linux Club Italia&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Premessa&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sviluppo tecnologico pone la nostra vita e la nostra società su di un piano diverso rispetto al recente passato, consegnandoci grandi opportunità di libertà e liberazione ma al contempo ci espone a rischi di controllo totale e di dominio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le battaglie vinte a livello europeo negli ultimi anni, dal movimento per la cultura ed il sapere libero, contro le proposte di introduzione della brevettabilità del software, la scarsa presa degli strumenti di controllo dei dispositivi hardware (il parziale fallimento del Trusted Computing), la prossima fine degli effetti del Decreto Pisanu relativi al controllo dell’accesso ad Internet fanno sicuramente piacere, ma non possono rassicurarci più di tanto su scenari possibili di un futuro di oppressione e dominio sulle nostre vite: la questione dello sviluppo digitale tra nuove opportunità e nuove minacce necessita di alcune riflessioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vogliamo tentare di dare un senso e un’interpretazione meno banale sul significato dei tanti tentativi di restrizioni digitali che si oppongono allo sviluppo delle libertà e dei diritti digitali e quindi sulla reale posta in gioco sul fronte delle nuove forme di produzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Introduzione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando iniziammo l&#039;avventura del Progetto Linux Club, con la costituzione dell&#039;Associazione Culturale Linux Club Italia e l&#039;apertura della nostra sede di Via Libetta a Roma, avevamo intuito alcuni concetti e avevamo chiari alcuni obiettivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Utilizzare strumenti nuovi di comunicazione e di socialità, per diffondere e promuovere il concetto di software libero, ridurre il digital divide, esportare il modello organizzativo, la filosofia e lo stile di vita sociale tipici della comunità open source, rivolgendosi non soltanto agli appassionati di informatica ma alla &amp;quot;massa&amp;quot; (si perdoni il termine un po&#039; desueto) dei potenziali fruitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Sostenere e rilanciare i valori della condivisione, della collaborazione e della partecipazione, visti non più, o meglio, non solo, come valori etici e morali, ma come idee-forza, capaci di diventare strumenti &amp;quot;superiori&amp;quot; di organizzazione, tanto nell&#039;economia quanto nella politica, in quanto capaci di coniugare democrazia, efficacia ed efficienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Offrire alla comunità della rete nuovi strumenti e opportunità per sperimentare forme di altra economia centrate sull&#039;autoproduzione, nella convinzione che nel settore digitale, forse più che in altri settori, la parola d’ordine del movimento dei movimenti, un&#039;altro mondo è possibile, possa diventare una pratica sperimentabile già da subito! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Produzione materiale ed immateriale&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le considerazioni politiche ed economiche (ma qui stiamo parlando di livelli alti della politica, non della politica politicante), alla base del nostro progetto, riguardano proprio le peculiari modalità della produzione e della fruizione dei beni immateriali. Siamo pervenuti alla conclusione che le caratteristiche insite nella produzione digitale, associate alla forma di organizzazione tipicamente collaborativa dell&#039;open source, rappresentino, in nuce, un nuovo, potente strumento di liberazione, a causa delle nuove opportunità che offrono allo sviluppo della persona, alla diffusione della cultura, alla reciproca conoscenza dei popoli e alla lotta contro tutte le forme di oppressione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;innovazione tecnologica, sempre più spinta, porta ad una consistenza sempre maggiore della produzione digitale: già oggi nei paesi più economicamente più avanzati, quelli del cosiddetto G8, il valore della produzione di beni immateriale ha superato abbondantemente quello della produzione tradizionale. Data la difficoltà crescente a valorizzare i capitali investiti nella produzione tradizionale (fenomeno evidente vista la crisi che ha investito tutto il mondo), le grandi corporation (i grandi capitali) guardano con sempre maggior interesse alle varie forme di produzione immateriale, nella speranza di ricavare dai nuovi settori forme di accumulazione ormai perdute nei vecchi settori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La cosiddetta &amp;quot;Proprietà Intellettuale&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si colloca in questo quadro la battaglia scatenata intorno alla Proprietà Intellettuale, espressione già in sé tendenziosa – cui andrebbe contrapposta quella, ben più congrua, di Patrimonio Intellettuale dell&#039;Umanità – che collega verbalmente, senza alcuna mediazione, entità del tutto incommensurabili, nel tentativo di imporre il discutibile principio per cui anche sulle &amp;quot;cose immateriali&amp;quot; è possibile rivendicare una proprietà, o meglio una proprietà privata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La volontà di chi introduce questo termine è quella di ridurre ad un &amp;quot;unicum&amp;quot; tematiche differenti e complesse, come la questione dei marchi, dei brevetti industriali, del diritto d&#039;autore, regolate da leggi e normative differenti tra loro perché la natura degli argomenti è diversa, dalla questione degli OGM, alla tutela delle opere artistiche, ai prodotti farmaceutici, al software.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tutto per imporre una forma innaturale di proprietà privata delle idee, per vietare la libera condivisione dei saperi, per frustrare il sano e naturale impulso a soddisfare le proprie curiosità intellettuali al di fuori delle leggi dello scambio, by-passando, per quanto è possibile, la forma-merce e la forma-denaro, su cui poggia lo strapotere delle lobby economiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Forme alternative di tutela del diritto d&#039;autore&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo strumento delle licenze aperte, l’ormai famosa General Public License GPL, permette una tutela del software geniale, grazie alla sua forma ricorsiva, che impedisce qualsiasi forma di appropriazione privata. La regola di base, quella che consente di modificare il software GPL a patto che anche i successivi sviluppi e miglioramenti siano sottoposti al regime GPL, è ed è stata la chiave per tutelare in maniera chiara e definitiva il software libero, ottenendo un risultato grandioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il Software Libero come Bene Comune&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto il software Open Source diventa quindi un Patrimonio inalienabile dell&#039;Umanità, un Bene Comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la produzione immateriale non è soltanto software, bensì anche opere artistiche, film, musica libri, video, ecc.. E quando si parla di arte, è sempre doveroso rispettare le volontà degli artisti. Per tale ragione, sono nate forme specifiche di tutela del diritto d&#039;autore, che tengono delle peculiarità insite nella produzione di Software.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Le Creative Commons ed il copyleft&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le Creative Commons non garantiscono sempre le stesse libertà di fruizione dei beni immateriali come il Software Libero, ma pur tuttavia rappresentano una modalità ragionevole per consentire e favorire la diffusione condivisa delle opere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In discussione non è il concetto di Diritto d&#039;Autore, che in quanto diritto dell&#039;autore  va difeso. Si tratta piuttosto di coniugare il diritto dell’autore con altri diritti, soprattutto con il diritto alla condivisione della conoscenza e all&#039;accesso alla cultura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tenendo conto che la diffusione gratuita delle opere spesso non va a detrimento del creativo, anzi spesso ne aumenta la reputazione e quindi anche la spendibilità nel grande mercato della produzione culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Mercato e produzione immateriale, le debolezze intrinseche del capitalismo.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come meglio illustrato in altri articoli e contributi, le opere digitali hanno caratteristiche completamente differenti dalle opere materiali, caratteristiche che ostacolano la loro ”sussunzione” sotto il processo di valorizzazione e di scambio capitalistico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’opera immateriale ha bisogno di lavoro per essere prodotta, ma una volta realizzata si può riprodurre &amp;quot;ad libitum&amp;quot;, praticamente senza costi (o comunque a costi irrisori) e quindi può essere scambiata e distribuita a piacere, ingenerando così un gigantesco (potenziale) processo di diffusione della conoscenza, a costi pressoché irrisori (che al più devono tener conto del tempo lavoro impiegato per la produzione o riproduzione del bene).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte le leggi e le normative che tendono ad ingabbiare all&#039;interno della logica privatistica i beni immateriali vengono percepite come una forma di oppressione che lede la libertà di disporre dell&#039;oggetto immateriale. Impedire lo scambio di opere digitali, o la possibilità di fare una copia, significa esercitare una fastidiosa forma di repressione su relazioni sociali comuni e diffuse: come fare un favore ad un amico, ascoltare insieme un brano musicale, guardare un film, condividere emozioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la debolezza del capitalismo risiede anche in un altro fatto, più strutturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La composizione organica del Capitale nei nuovi settori di produzione immateriale: le differenti evoluzioni nel settore digitale/immateriale e nel settore tradizionale/materiale&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Aumento della composizione organica del capitale nei processi produttivi tradizionali&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase che viviamo, che qualcuno ha definito turbocapitalismo o neoliberismo, è la conseguenza prevedibile e prevista del pieno sviluppo dell&#039;economia capitalista. Una fase in cui il capitale si è sviluppato nella sua forma più pervasiva, e intrinsecamente contraddittoria. La competizione internazionale appare sempre meno regolata e guidata dalla politica; le leggi del mercato si sono dispiegate e si dispiegano tuttora nella loro estrema virulenza, lasciando le macerie che la nuova crisi che ci ha appena investiti (una crisi classica di sovrapproduzione) ormai rende a tutti evidente. Una crisi che il capitalismo può riuscire a superare solo innescando un processo distruttivo, per lui necessario a rimettere in moto il meccanismo dell’accumulazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se questo è il quadro, vale forse la pena ridare un’occhiata alla “vecchia” legge marxiana, quella che spiegava la “caduta tendenziale del saggio del profitto” con lo sviluppo della competizione tecnologica, la diminuzione dei saggi di rendimento monetari con l’aumento della produttività fisica del capitale. Quella legge non era che il corollario della teoria del plusvalore, vale a dire della tesi secondo cui il valore creato ex novo dal capitale, e ridistribuito tra le classi proprietarie, scaturisce da una sola parte del capitale stesso, quella investita in salari, che possiamo pertanto chiamare capitale variabile, mentre l’altra parte, quella assorbita dai mezzi di produzione materiali (macchinari, materie prime e ausiliarie, ecc.), non fa altro che trasferire il proprio valore nel prodotto finale.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Schematizzando al massimo, l’idea è che, sulla spinta della competizione tecnologica tra capitali, quale risultato del continuo rincorrersi di innovazioni e salti di produttività, il capitale finisca, inconsapevolmente, per segare il ramo su cui è appollaiato, per prosciugare la fonte del plusvalore e del profitto, riducendo salari e diritti dei lavoratori – per esempio attraverso la flessibilità o il rilancio di forme di lavoro a cottimo – e, soprattutto, accrescendo continuamente quella che Marx ha chiamato “composizione organica”, cioè il rapporto tra capitale costante e capitale variabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pratica si sta avverando oggi ciò che era alla base della teoria marxiana, la teoria della crisi economica: l’instabilità dell’assetto capitalistico e la tendenza alla crisi da sovrapproduzione delle merci: innalzamento della produttività e della produzione di merci e diminuzione della capacità di spesa, di sostenere la domanda e di acquistare le merci stesse prodotte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;La novità dell&#039;evoluzione della composizione del capitale nel settore produttivo digitale e immateriale&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nel caso digitale si deve parlare di capitale costante e capitale variabile, anche nel settore digitale esistono mezzi di produzione, salari e profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo per esempio immaginare un ciclo di produzione immateriale in cui informazioni, obiettivi, saperi, intuizioni, flussi comunicativi vengono trasformati dai programmatori, dagli sviluppatori, dai creativi, dai ricercatori e in generale dai lavoratori cognitivi, in &amp;quot;senso&amp;quot;, in prodotti culturali e informativi, in prodotti digitali, in software o in opere multimediali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A causa dell’innovazione tecnologica sempre più spinta si assiste a una sempre più accentuata riduzione dei costi delle macchine che costituiscono in generale i &amp;quot;vettori&amp;quot; della produzione immateriale (come ad esempio i costi delle connessione telematiche o dei dispositivi hardware) e, parimenti, a crescenti investimenti nella ricerca di competenze e di professionalità che afferiscono al sapere umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito della produzione immateriale, una volta abbattuto il costo per accedere agli strumenti, i motori principali diventano la creatività, la conoscenza, le competenze, le idee. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella produzione immateriale il capitale costante diventa esso stesso, in larga parte, immateriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si potrebbe dire, in altri termini, che si tenta il trasferimento di paradigma dalle macchine alla &amp;quot;testa&amp;quot; degli uomini, dove le idee e la creatività sono le vere fonti ed i mezzi della produzione.  Ma se questo è vero, ciò significa che gli uomini, ovvero i nuovi produttori di valore, diventano gli unici, veri artefici della produzione (sia pur nel nuovo settore del digitale), acquisendo un nuovo potere, potenzialmente molto più incisivo di quello che le classi subalterne hanno avuto a disposizione negli ultimi secoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò può significare la sperimentazione di forme nuove e non velleitarie di economia, forme basate sulla cooperazione e non più sullo sfruttamento del lavoro. L’apertura di spazi importanti, dove la consapevolezza e l&#039;organizzazione reticolare delle comunità agenti  è chiamata a svolgere un ruolo cruciale, per superare la frammentazione dovuta alla precarizzazione sociale, politica ed economica e utilizzare in forma autogestita il nuovo mezzo di produzione immateriale a disposizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Gli scenari futuri &#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa modifica della centralità delle idee pone all&#039;orizzonte un ventaglio di scenari, ai cui estremi stanno due possibili esiti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Il completo assoggettamento al potere economico della società e del ciclo produttivo delle idee, il controllo totale e la repressione di ogni ricerca e sperimentazione scientifica extra &amp;quot;legale&amp;quot;. Scenari di degrado tipo 1984 di Orwell, tanto per intenderci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	L’avvio di un ciclo produttivo capace di autonomizzarsi dal capitale, sia pure soltanto nel settore immateriale, possibilità quindi di lanciare la sfida più ambiziosa &amp;quot;Rendere possibile una produzione che faccia a meno della funzione del capitale&amp;quot;: impraticabile nella produzione materiale, attuabile sin da subito nel settore digitale &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto dipenderà dallo scontro tra i grandi capitali, che mirano a conservare il potere (economico), pur non avendo più (nella produzione digitale) alcuna funzione oggettiva, e i nuovi produttori di valore, i lavoratori cognitivi, da un lato, purtroppo, sempre più subalterni, frammentati e disarticolati dalla precarizzazione sociale e del lavoro, ma di fatto centrali nei processi produttivi digitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Le risposte delle grandi corporation&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tentativo delle grandi corporazioni e lobby è sempre lo stesso: riporre intorno al nuovo soggetto, ovvero la produzione delle idee, le compatibilità economiche ed i paradigmi classici dello scambio delle merci, imponendo il reticolato di regole, tasse e gabelle che ne permetta il controllo, per mantenere la propria esclusività nella produzione e per difendere la propria quota di mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli strumenti utilizzati sono tanti e variano continuamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possono essere l&#039;approvazione di una legislazione che introduce i brevetti nel software, o il DRM Millennium Act; l&#039;approvazione della Legge Urbani o la sperimentazione del Trusted Computing; la diffusione di campagne di stampa che criminalizzano internet ed il P2P oppure gli ostacoli alla diffusione del Wi-Fi; i decreti sulla sicurezza che regolano (ed ostacolano) l&#039;accesso alla rete, la data retention o le protezioni digitali; l&#039;introduzione del concetto di proprietà intellettuale e la demonizzazione della copia dei Cd/Dvd (legalmente possibile invece in moltissimi casi). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ultima la clausola contrattuale che in grandi imprese di software statunitensi vieta ai dipendenti, al termine del loro rapporto di lavoro, di utilizzare le conoscenze professionali e la formazione acquisita in azienda nei due anni successivi: in pratica una esplicita rivendicazione di proprietà del nuovo mezzo di produzione immateriale &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importante per queste &amp;quot;lobbies&amp;quot; è difendere il proprio ruolo, la propria funzione, i propri fatturati. Disposti anche ad imporre in futuro il proprio dominio in un mondo che invece potrebbe fare a meno di loro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;I brevetti nel software&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tentativo di imporre una legislazione che introduceva i brevetti nel software andava in questa direzione. Sia chiaro non abbiamo mai pensato che qualcuno avesse l&#039;ambizione di &amp;quot;vietare&amp;quot; oggi lo sviluppo della programmazione software, e quindi di imporre un dominio fondato sulla negazione della libertà di conoscenza, di ricerca o di comunicare. I brevetti nel software rappresentavano una forma di garanzia che qualora le comunità open source riuscissero a &amp;quot;sfondare&amp;quot; con le loro forme di produzione immateriali (software) &amp;quot;liberate&amp;quot;, svincolate quindi dalla forma merce, poi tutto potesse ri-confluire nell&#039;alveo delle compatibilità economiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In uno scenario possibile, dove il software libero dovesse &amp;quot;vincere&amp;quot; o dove i &amp;quot;piccoli sviluppatori&amp;quot; potessero ottenere importanti quote di mercato, tramite i brevetti le grandi aziende avrebbero potuto contare ancora molto: alla eventuale ridotta quota di produzione avrebbe potuto far fronte una maggiore quota di rendita, la rendita derivante dalla miriade di brevetti software depositati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Sperimentare forme autentiche di Altra Economia&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nostra azione, di chi ambisce a costruire le condizioni di liberazione dell&#039;uomo, deve essere tesa a preservare il terreno delle idee dall&#039;irreggimentazione capitalistica, poichè la libertà digitale offre un potere immenso ai nuovi produttori, il potere di &amp;quot;sottintendere&amp;quot; al Capitale, il potere cioè di cortocircuitare i protagonisti della produzione, i due attori classici Capitale e Lavoro, in un unico soggetto, o meglio in una unica comunità di soggetti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori di valore, i programmatori, i creativi del web, gli artisti, i semplici appassionati hanno la possibilità di fare a meno dei grandi capitali per realizzare i loro progetti, le merci immateriali diventano potenzialmente producibili da tutti, o comunque producibili da tanti ed a costi irrisori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quella che si evidenzia è una potenzialità ancora non completamente espressa, per essere realizzata occorre una volontà, una &amp;quot;determinazione&amp;quot;, una &amp;quot;organizzazione&amp;quot;, una appartenenza a reti e comunità, occorre costruire e ampliare relazioni e sinergie, e combattere gli ostacoli che vengono frapposti per impedire ed inibire l&#039;autoproduzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Sia chiaro per inciso non si vuole qui omettere che non tutti oggi hanno le capacità, le risorse, le tecnologie: ancora per la maggioranza dell&#039;umanità esiste un fortissimo gap dovuto al divario tecnologico che impedisce forme nuove di emancipazione. Il ragionamento che ci stiamo apprestando a formulare è valido qui, per chi vive nei paesi più avanzati, per chi è inserito nel centro della produzione immateriale mondiale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Lo strumento del software libero per l&#039;autopromozione, produzione e liberazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo strumento principe che abbiamo a disposizione è quello del software libero, un &#039;&#039;bene comune&#039;&#039; che va promosso e sviluppato, perchè può essere utilizzato per ampliare le forme di sperimentazione di progetti non direttamente finalizzati allo scambio denaro/merce, ma che hanno lo scopo di dotare gli uomini e le comunità, di beni e ricchezza spesso immateriali, ma altrettanto spesso capaci di soddisfare anche necessari bisogni materiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nuova linfa per la speranza e per l&#039;azione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sforzo che a nostro parere occorre fare non è quello di trovare le compatibilità con l&#039;assetto economico imperante (il riferimento va, ad esempio, alla ricerca spasmodica del modello di business per l&#039;open source) ma provare a sperimentare, promuovere e realizzare progetti che tentino la via della produzione diretta, di valori o meglio ancora di &#039;&#039;valori d&#039;uso&#039;&#039;, in grado di contrastare la pervasività del capitale che tutto vuole ridurre in scambio e merce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una azione che è difficilissima se non addirittura impossibile in questa fase nel settore della produzione materiale, ma che invece è già alla nostra portata nel settore della produzione immateriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Liberare dal mercato la produzione immateriale, &amp;quot;diventare tutti più ricchi&amp;quot;, approfittando delle opportunità e delle potenzialità della rete, più ricchi non di denaro ma di cultura, in termini di innalzamento della qualità della vita: questo è l&#039;obiettivo di chi vuol difendere le libertà digitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè oggi la vera libertà digitale è quella di poter disporre della tecnologia, di poter utilizzare gli strumenti che, virtuosamente, la condivisione del sapere e della conoscenza ci mette a disposizione, la vera libertà digitale è quella di poter usufruire, di scambiare e di fare cultura. La libertà è quella di provvedere, insieme, ed in maniera collaborativa, a soddisfare i nostri bisogni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
____________________________&lt;br /&gt;
Francesco Tupone e Ezio Palumbo fanno parte dell&#039;Associazione Culturale Linux Club Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ingegneri elettronici, laureati presso l&#039;Università degli Studi di Roma La Sapienza, hanno avuto una formazione politico-culturale ed un percorso di vita comune, militando nel movimento studentesco del 1990 (La Pantera).&lt;br /&gt;
Francesco Tupone vive a Roma, nel quartiere Garbatella, noto laboratorio politico-sociale di sperimentazione di governo dei nuovi municipi.&lt;br /&gt;
Ezio Palumbo, vive a vasto (CH), è attivo nel Sindacato Tessile CGIL/FILTEA.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Produzione_immateriale&amp;diff=92</id>
		<title>Produzione immateriale</title>
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		<updated>2009-05-02T13:02:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: Nuova pagina: &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;La Produzione immateriale tra tentativi di restrizione e sviluppo delle libertà digitali.&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; &amp;#039;&amp;#039;Tecnologia e libertà di produzione digitale: riflessioni sulla reale posta in gioco ...&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;La Produzione immateriale tra tentativi di restrizione e sviluppo delle libertà digitali.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Tecnologia e libertà di produzione digitale: riflessioni sulla reale posta in gioco&lt;br /&gt;
di Francesco Tupone e Ezio Palumbo, soci dell’Associazione Culturale Linux Club Italia&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Premessa&lt;br /&gt;
Lo sviluppo tecnologico pone la nostra vita e la nostra società su di un piano diverso rispetto al recente passato, consegnandoci grandi opportunità di libertà e liberazione ma al contempo ci espone a rischi di controllo totale e di dominio.&lt;br /&gt;
Le battaglie vinte a livello europeo negli ultimi anni, dal movimento per la cultura ed il sapere libero, contro le proposte di introduzione della brevettabilità del software, la scarsa presa degli strumenti di controllo dei dispositivi hardware (il parziale fallimento del Trusted Computing), la prossima fine degli effetti del Decreto Pisanu relativi al controllo dell’accesso ad Internet fanno sicuramente piacere, ma non possono rassicurarci più di tanto su scenari possibili di un futuro di oppressione e dominio sulle nostre vite: la questione dello sviluppo digitale tra nuove opportunità e nuove minacce necessita di alcune riflessioni. &lt;br /&gt;
Vogliamo tentare di dare un senso e un’interpretazione meno banale sul significato dei tanti tentativi di restrizioni digitali che si oppongono allo sviluppo delle libertà e dei diritti digitali e quindi sulla reale posta in gioco sul fronte delle nuove forme di produzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Introduzione&lt;br /&gt;
Quando iniziammo l&#039;avventura del Progetto Linux Club, con la costituzione dell&#039;Associazione Culturale Linux Club Italia e l&#039;apertura della nostra sede di Via Libetta a Roma, avevamo intuito alcuni concetti e avevamo chiari alcuni obiettivi.&lt;br /&gt;
§	Utilizzare strumenti nuovi di comunicazione e di socialità, per diffondere e promuovere il concetto di software libero, ridurre il digital divide, esportare il modello organizzativo, la filosofia e lo stile di vita sociale tipici della comunità open source, rivolgendosi non soltanto agli appassionati di informatica ma alla &amp;quot;massa&amp;quot; (si perdoni il termine un po&#039; desueto) dei potenziali fruitori.&lt;br /&gt;
§	Sostenere e rilanciare i valori della condivisione, della collaborazione e della partecipazione, visti non più, o meglio, non solo, come valori etici e morali, ma come idee-forza, capaci di diventare strumenti &amp;quot;superiori&amp;quot; di organizzazione, tanto nell&#039;economia quanto nella politica, in quanto capaci di coniugare democrazia, efficacia ed efficienza.&lt;br /&gt;
§	Offrire alla comunità della rete nuovi strumenti e opportunità per sperimentare forme di altra economia centrate sull&#039;autoproduzione, nella convinzione che nel settore digitale, forse più che in altri settori, la parola d’ordine del movimento dei movimenti, un&#039;altro mondo è possibile, possa diventare una pratica sperimentabile già da subito! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Produzione materiale ed immateriale&lt;br /&gt;
Le considerazioni politiche ed economiche (ma qui stiamo parlando di livelli alti della politica, non della politica politicante), alla base del nostro progetto, riguardano proprio le peculiari modalità della produzione e della fruizione dei beni immateriali. Siamo pervenuti alla conclusione che le caratteristiche insite nella produzione digitale, associate alla forma di organizzazione tipicamente collaborativa dell&#039;open source, rappresentino, in nuce, un nuovo, potente strumento di liberazione, a causa delle nuove opportunità che offrono allo sviluppo della persona, alla diffusione della cultura, alla reciproca conoscenza dei popoli e alla lotta contro tutte le forme di oppressione.&lt;br /&gt;
L&#039;innovazione tecnologica, sempre più spinta, porta ad una consistenza sempre maggiore della produzione digitale: già oggi nei paesi più economicamente più avanzati, quelli del cosiddetto G8, il valore della produzione di beni immateriale ha superato abbondantemente quello della produzione tradizionale. Data la difficoltà crescente a valorizzare i capitali investiti nella produzione tradizionale (fenomeno evidente vista la crisi che ha investito tutto il mondo), le grandi corporation (i grandi capitali) guardano con sempre maggior interesse alle varie forme di produzione immateriale, nella speranza di ricavare dai nuovi settori forme di accumulazione ormai perdute nei vecchi settori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosiddetta &amp;quot;Proprietà Intellettuale&amp;quot;&lt;br /&gt;
Si colloca in questo quadro la battaglia scatenata intorno alla Proprietà Intellettuale, espressione già in sé tendenziosa – cui andrebbe contrapposta quella, ben più congrua, di Patrimonio Intellettuale dell&#039;Umanità – che collega verbalmente, senza alcuna mediazione, entità del tutto incommensurabili, nel tentativo di imporre il discutibile principio per cui anche sulle &amp;quot;cose immateriali&amp;quot; è possibile rivendicare una proprietà, o meglio una proprietà privata.&lt;br /&gt;
La volontà di chi introduce questo termine è quella di ridurre ad un &amp;quot;unicum&amp;quot; tematiche differenti e complesse, come la questione dei marchi, dei brevetti industriali, del diritto d&#039;autore, regolate da leggi e normative differenti tra loro perché la natura degli argomenti è diversa, dalla questione degli OGM, alla tutela delle opere artistiche, ai prodotti farmaceutici, al software.&lt;br /&gt;
Il tutto per imporre una forma innaturale di proprietà privata delle idee, per vietare la libera condivisione dei saperi, per frustrare il sano e naturale impulso a soddisfare le proprie curiosità intellettuali al di fuori delle leggi dello scambio, by-passando, per quanto è possibile, la forma-merce e la forma-denaro, su cui poggia lo strapotere delle lobby economiche.&lt;br /&gt;
Forme alternative di tutela del diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
Lo strumento delle licenze aperte, l’ormai famosa General Public License GPL, permette una tutela del software geniale, grazie alla sua forma ricorsiva, che impedisce qualsiasi forma di appropriazione privata. La regola di base, quella che consente di modificare il software GPL a patto che anche i successivi sviluppi e miglioramenti siano sottoposti al regime GPL, è ed è stata la chiave per tutelare in maniera chiara e definitiva il software libero, ottenendo un risultato grandioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Software Libero come Bene Comune&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto il software Open Source diventa quindi un Patrimonio inalienabile dell&#039;Umanità, un Bene Comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la produzione immateriale non è soltanto software, bensì anche opere artistiche, film, musica libri, video, ecc.. E quando si parla di arte, è sempre doveroso rispettare le volontà degli artisti. Per tale ragione, sono nate forme specifiche di tutela del diritto d&#039;autore, che tengono delle peculiarità insite nella produzione di Software.&lt;br /&gt;
Le Creative Commons ed il copyleft&lt;br /&gt;
Le Creative Commons non garantiscono sempre le stesse libertà di fruizione dei beni immateriali come il Software Libero, ma pur tuttavia rappresentano una modalità ragionevole per consentire e favorire la diffusione condivisa delle opere.&lt;br /&gt;
In discussione non è il concetto di Diritto d&#039;Autore, che in quanto diritto dell&#039;autore  va difeso. Si tratta piuttosto di coniugare il diritto dell’autore con altri diritti, soprattutto con il diritto alla condivisione della conoscenza e all&#039;accesso alla cultura. &lt;br /&gt;
Tenendo conto che la diffusione gratuita delle opere spesso non va a detrimento del creativo, anzi spesso ne aumenta la reputazione e quindi anche la spendibilità nel grande mercato della produzione culturale.&lt;br /&gt;
Mercato e produzione immateriale, le debolezze intrinseche del capitalismo.&lt;br /&gt;
Come meglio illustrato in altri articoli e contributi, le opere digitali hanno caratteristiche completamente differenti dalle opere materiali, caratteristiche che ostacolano la loro ”sussunzione” sotto il processo di valorizzazione e di scambio capitalistico.&lt;br /&gt;
Un’opera immateriale ha bisogno di lavoro per essere prodotta, ma una volta realizzata si può riprodurre &amp;quot;ad libitum&amp;quot;, praticamente senza costi (o comunque a costi irrisori) e quindi può essere scambiata e distribuita a piacere, ingenerando così un gigantesco (potenziale) processo di diffusione della conoscenza, a costi pressoché irrisori (che al più devono tener conto del tempo lavoro impiegato per la produzione o riproduzione del bene).&lt;br /&gt;
Tutte le leggi e le normative che tendono ad ingabbiare all&#039;interno della logica privatistica i beni immateriali vengono percepite come una forma di oppressione che lede la libertà di disporre dell&#039;oggetto immateriale. Impedire lo scambio di opere digitali, o la possibilità di fare una copia, significa esercitare una fastidiosa forma di repressione su relazioni sociali comuni e diffuse: come fare un favore ad un amico, ascoltare insieme un brano musicale, guardare un film, condividere emozioni.&lt;br /&gt;
Ma la debolezza del capitalismo risiede anche in un altro fatto, più strutturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La composizione organica del Capitale nei nuovi settori di produzione immateriale: le differenti evoluzioni nel settore digitale/immateriale e nel settore tradizionale/materiale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumento della composizione organica del capitale nei processi produttivi tradizionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase che viviamo, che qualcuno ha definito turbocapitalismo o neoliberismo, è la conseguenza prevedibile e prevista del pieno sviluppo dell&#039;economia capitalista. Una fase in cui il capitale si è sviluppato nella sua forma più pervasiva, e intrinsecamente contraddittoria. La competizione internazionale appare sempre meno regolata e guidata dalla politica; le leggi del mercato si sono dispiegate e si dispiegano tuttora nella loro estrema virulenza, lasciando le macerie che la nuova crisi che ci ha appena investiti (una crisi classica di sovrapproduzione) ormai rende a tutti evidente. Una crisi che il capitalismo può riuscire a superare solo innescando un processo distruttivo, per lui necessario a rimettere in moto il meccanismo dell’accumulazione.&lt;br /&gt;
Se questo è il quadro, vale forse la pena ridare un’occhiata alla “vecchia” legge marxiana, quella che spiegava la “caduta tendenziale del saggio del profitto” con lo sviluppo della competizione tecnologica, la diminuzione dei saggi di rendimento monetari con l’aumento della produttività fisica del capitale. Quella legge non era che il corollario della teoria del plusvalore, vale a dire della tesi secondo cui il valore creato ex novo dal capitale, e ridistribuito tra le classi proprietarie, scaturisce da una sola parte del capitale stesso, quella investita in salari, che possiamo pertanto chiamare capitale variabile, mentre l’altra parte, quella assorbita dai mezzi di produzione materiali (macchinari, materie prime e ausiliarie, ecc.), non fa altro che trasferire il proprio valore nel prodotto finale.  &lt;br /&gt;
Schematizzando al massimo, l’idea è che, sulla spinta della competizione tecnologica tra capitali, quale risultato del continuo rincorrersi di innovazioni e salti di produttività, il capitale finisca, inconsapevolmente, per segare il ramo su cui è appollaiato, per prosciugare la fonte del plusvalore e del profitto, riducendo salari e diritti dei lavoratori – per esempio attraverso la flessibilità o il rilancio di forme di lavoro a cottimo – e, soprattutto, accrescendo continuamente quella che Marx ha chiamato “composizione organica”, cioè il rapporto tra capitale costante e capitale variabile.&lt;br /&gt;
In pratica si sta avverando oggi ciò che era alla base della teoria marxiana, la teoria della crisi economica: l’instabilità dell’assetto capitalistico e la tendenza alla crisi da sovrapproduzione delle merci: innalzamento della produttività e della produzione di merci e diminuzione della capacità di spesa, di sostenere la domanda e di acquistare le merci stesse prodotte.&lt;br /&gt;
La novità dell&#039;evoluzione della composizione del capitale nel settore produttivo digitale e immateriale&lt;br /&gt;
Anche nel caso digitale si deve parlare di capitale costante e capitale variabile, anche nel settore digitale esistono mezzi di produzione, salari e profitti.&lt;br /&gt;
Possiamo per esempio immaginare un ciclo di produzione immateriale in cui informazioni, obiettivi, saperi, intuizioni, flussi comunicativi vengono trasformati dai programmatori, dagli sviluppatori, dai creativi, dai ricercatori e in generale dai lavoratori cognitivi, in &amp;quot;senso&amp;quot;, in prodotti culturali e informativi, in prodotti digitali, in software o in opere multimediali.&lt;br /&gt;
A causa dell’innovazione tecnologica sempre più spinta si assiste a una sempre più accentuata riduzione dei costi delle macchine che costituiscono in generale i &amp;quot;vettori&amp;quot; della produzione immateriale (come ad esempio i costi delle connessione telematiche o dei dispositivi hardware) e, parimenti, a crescenti investimenti nella ricerca di competenze e di professionalità che afferiscono al sapere umano.&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito della produzione immateriale, una volta abbattuto il costo per accedere agli strumenti, i motori principali diventano la creatività, la conoscenza, le competenze, le idee. &lt;br /&gt;
Nella produzione immateriale il capitale costante diventa esso stesso, in larga parte, immateriale.&lt;br /&gt;
Si potrebbe dire, in altri termini, che si tenta il trasferimento di paradigma dalle macchine alla &amp;quot;testa&amp;quot; degli uomini, dove le idee e la creatività sono le vere fonti ed i mezzi della produzione.  Ma se questo è vero, ciò significa che gli uomini, ovvero i nuovi produttori di valore, diventano gli unici, veri artefici della produzione (sia pur nel nuovo settore del digitale), acquisendo un nuovo potere, potenzialmente molto più incisivo di quello che le classi subalterne hanno avuto a disposizione negli ultimi secoli.&lt;br /&gt;
Ciò può significare la sperimentazione di forme nuove e non velleitarie di economia, forme basate sulla cooperazione e non più sullo sfruttamento del lavoro. L’apertura di spazi importanti, dove la consapevolezza e l&#039;organizzazione reticolare delle comunità agenti  è chiamata a svolgere un ruolo cruciale, per superare la frammentazione dovuta alla precarizzazione sociale, politica ed economica e utilizzare in forma autogestita il nuovo mezzo di produzione immateriale a disposizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scenari futuri &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa modifica della centralità delle idee pone all&#039;orizzonte un ventaglio di scenari, ai cui estremi stanno due possibili esiti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	Il completo assoggettamento al potere economico della società e del ciclo produttivo delle idee, il controllo totale e la repressione di ogni ricerca e sperimentazione scientifica extra &amp;quot;legale&amp;quot;. Scenari di degrado tipo 1984 di Orwell, tanto per intenderci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
§	L’avvio di un ciclo produttivo capace di autonomizzarsi dal capitale, sia pure soltanto nel settore immateriale, possibilità quindi di lanciare la sfida più ambiziosa &amp;quot;Rendere possibile una produzione che faccia a meno della funzione del capitale&amp;quot;: impraticabile nella produzione materiale, attuabile sin da subito nel settore digitale &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto dipenderà dallo scontro tra i grandi capitali, che mirano a conservare il potere (economico), pur non avendo più (nella produzione digitale) alcuna funzione oggettiva, e i nuovi produttori di valore, i lavoratori cognitivi, da un lato, purtroppo, sempre più subalterni, frammentati e disarticolati dalla precarizzazione sociale e del lavoro, ma di fatto centrali nei processi produttivi digitali.&lt;br /&gt;
Le risposte delle grandi corporation&lt;br /&gt;
Il tentativo delle grandi corporazioni e lobby è sempre lo stesso: riporre intorno al nuovo soggetto, ovvero la produzione delle idee, le compatibilità economiche ed i paradigmi classici dello scambio delle merci, imponendo il reticolato di regole, tasse e gabelle che ne permetta il controllo, per mantenere la propria esclusività nella produzione e per difendere la propria quota di mercato.&lt;br /&gt;
Gli strumenti utilizzati sono tanti e variano continuamente.&lt;br /&gt;
Possono essere l&#039;approvazione di una legislazione che introduce i brevetti nel software, o il DRM Millennium Act; l&#039;approvazione della Legge Urbani o la sperimentazione del Trusted Computing; la diffusione di campagne di stampa che criminalizzano internet ed il P2P oppure gli ostacoli alla diffusione del Wi-Fi; i decreti sulla sicurezza che regolano (ed ostacolano) l&#039;accesso alla rete, la data retention o le protezioni digitali; l&#039;introduzione del concetto di proprietà intellettuale e la demonizzazione della copia dei Cd/Dvd (legalmente possibile invece in moltissimi casi). &lt;br /&gt;
Non ultima la clausola contrattuale che in grandi imprese di software statunitensi vieta ai dipendenti, al termine del loro rapporto di lavoro, di utilizzare le conoscenze professionali e la formazione acquisita in azienda nei due anni successivi: in pratica una esplicita rivendicazione di proprietà del nuovo mezzo di produzione immateriale &lt;br /&gt;
L&#039;importante per queste &amp;quot;lobbies&amp;quot; è difendere il proprio ruolo, la propria funzione, i propri fatturati. Disposti anche ad imporre in futuro il proprio dominio in un mondo che invece potrebbe fare a meno di loro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I brevetti nel software&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tentativo di imporre una legislazione che introduceva i brevetti nel software andava in questa direzione. Sia chiaro non abbiamo mai pensato che qualcuno avesse l&#039;ambizione di &amp;quot;vietare&amp;quot; oggi lo sviluppo della programmazione software, e quindi di imporre un dominio fondato sulla negazione della libertà di conoscenza, di ricerca o di comunicare. I brevetti nel software rappresentavano una forma di garanzia che qualora le comunità open source riuscissero a &amp;quot;sfondare&amp;quot; con le loro forme di produzione immateriali (software) &amp;quot;liberate&amp;quot;, svincolate quindi dalla forma merce, poi tutto potesse ri-confluire nell&#039;alveo delle compatibilità economiche. &lt;br /&gt;
In uno scenario possibile, dove il software libero dovesse &amp;quot;vincere&amp;quot; o dove i &amp;quot;piccoli sviluppatori&amp;quot; potessero ottenere importanti quote di mercato, tramite i brevetti le grandi aziende avrebbero potuto contare ancora molto: alla eventuale ridotta quota di produzione avrebbe potuto far fronte una maggiore quota di rendita, la rendita derivante dalla miriade di brevetti software depositati. &lt;br /&gt;
Sperimentare forme autentiche di Altra Economia&lt;br /&gt;
La nostra azione, di chi ambisce a costruire le condizioni di liberazione dell&#039;uomo, deve essere tesa a preservare il terreno delle idee dall&#039;irreggimentazione capitalistica, poichè la libertà digitale offre un potere immenso ai nuovi produttori, il potere di &amp;quot;sottintendere&amp;quot; al Capitale, il potere cioè di cortocircuitare i protagonisti della produzione, i due attori classici Capitale e Lavoro, in un unico soggetto, o meglio in una unica comunità di soggetti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori di valore, i programmatori, i creativi del web, gli artisti, i semplici appassionati hanno la possibilità di fare a meno dei grandi capitali per realizzare i loro progetti, le merci immateriali diventano potenzialmente producibili da tutti, o comunque producibili da tanti ed a costi irrisori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quella che si evidenzia è una potenzialità ancora non completamente espressa, per essere realizzata occorre una volontà, una &amp;quot;determinazione&amp;quot;, una &amp;quot;organizzazione&amp;quot;, una appartenenza a reti e comunità, occorre costruire e ampliare relazioni e sinergie, e combattere gli ostacoli che vengono frapposti per impedire ed inibire l&#039;autoproduzione.&lt;br /&gt;
(Sia chiaro per inciso non si vuole qui omettere che non tutti oggi hanno le capacità, le risorse, le tecnologie: ancora per la maggioranza dell&#039;umanità esiste un fortissimo gap dovuto al divario tecnologico che impedisce forme nuove di emancipazione. Il ragionamento che ci stiamo apprestando a formulare è valido qui, per chi vive nei paesi più avanzati, per chi è inserito nel centro della produzione immateriale mondiale)&lt;br /&gt;
Lo strumento del software libero per l&#039;autopromozione, produzione e liberazione&lt;br /&gt;
Lo strumento principe che abbiamo a disposizione è quello del software libero, un bene comune che va promosso e sviluppato, perchè può essere utilizzato per ampliare le forme di sperimentazione di progetti non direttamente finalizzati allo scambio denaro/merce, ma che hanno lo scopo di dotare gli uomini e le comunità, di beni e ricchezza spesso immateriali, ma altrettanto spesso capaci di soddisfare anche necessari bisogni materiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nuova linfa per la speranza e per l&#039;azione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sforzo che a nostro parere occorre fare non è quello di trovare le compatibilità con l&#039;assetto economico imperante (il riferimento va, ad esempio, alla ricerca spasmodica del modello di business per l&#039;open source) ma provare a sperimentare, promuovere e realizzare progetti che tentino la via della produzione diretta, di valori o meglio ancora di valori d&#039;uso, in grado di contrastare la pervasività del capitale che tutto vuole ridurre in scambio e merce.&lt;br /&gt;
Una azione che è difficilissima se non addirittura impossibile in questa fase nel settore della produzione materiale, ma che invece è già alla nostra portata nel settore della produzione immateriale.&lt;br /&gt;
Liberare dal mercato la produzione immateriale, &amp;quot;diventare tutti più ricchi&amp;quot;, approfittando delle opportunità e delle potenzialità della rete, più ricchi non di denaro ma di cultura, in termini di innalzamento della qualità della vita: questo è l&#039;obiettivo di chi vuol difendere le libertà digitali.&lt;br /&gt;
Perchè oggi la vera libertà digitale è quella di poter disporre della tecnologia, di poter utilizzare gli strumenti che, virtuosamente, la condivisione del sapere e della conoscenza ci mette a disposizione, la vera libertà digitale è quella di poter usufruire, di scambiare e di fare cultura. La libertà è quella di provvedere, insieme, ed in maniera collaborativa, a soddisfare i nostri bisogni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesco Tupone e Ezio Palumbo fanno parte dell&#039;Associazione Culturale Linux Club Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ingegneri elettronici, laureati presso l&#039;Università degli Studi di Roma La Sapienza, hanno avuto una formazione politico-culturale ed un percorso di vita comune, militando nel movimento studentesco del 1990 (La Pantera).&lt;br /&gt;
Francesco Tupone vive a Roma, nel quartiere Garbatella, noto laboratorio politico-sociale di sperimentazione di governo dei nuovi municipi.&lt;br /&gt;
Ezio Palumbo, vive a vasto (CH), è attivo nel Sindacato Tessile CGIL/FILTEA.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
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		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=91</id>
		<title>Pagina principale</title>
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		<updated>2009-05-02T13:01:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sito collaborativo per la realizzazione di un centro di formazione, divulgazione, analisi e confronto politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Appunti per una rielaborazione della teoria marxiana ed un rilancio della sinistra del nuovo millennio.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------&lt;br /&gt;
Comunismo4dummies&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sviluppare la questione della &amp;quot;Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
---------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l&#039;era digitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[produzione immateriale]]&lt;br /&gt;
---------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Americanismo, Taylorismo, Fordismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
---------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
-------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
I seguenti collegamenti sono in lingua inglese:&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione]&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [http://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<updated>2008-06-15T22:35:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
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[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
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La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Americanismo, Taylorismo, Fordismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
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La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
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La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
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La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
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[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
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La produzione immateriale&lt;br /&gt;
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I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
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		<author><name>Francio</name></author>
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		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=88</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-06-03T21:33:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* Insegnamenti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La crescita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati internazionali, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;analisi delle contraddizioni del capitalismo e quindi l&#039;impossibilità per il Capitalismo di  mantenersi come sistema che si autoregola, non significa un necessario passaggio al  superamento &amp;quot;positivo&amp;quot; della forma capitalistica borghese. Gli effetti dell&#039;instabiità del Capitalismo non portano necessariamente verso il socialismo ma possono portare verso crisi, guerre, distruzioni.&lt;br /&gt;
L&#039;evoluzione della storia non è scritta!&lt;br /&gt;
Detto in altri termini, l&#039;evoluzione della lotta di classe dipende dalla soggettività, dalla politica, dalla volontà e intelligenza di chi contrasta il Capitalismo: chi si pone alla guida del proletariato si deve impegnare per contrastare il potenziale distruttivo e la violenza scatenata dal Capitalismo, indirizzandoli verso la rivoluzione.&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin invece occorre capire che il conflitto tra i Capitali, la competizione per la conquista dei mercati, non ha quasi mai esiti pacifici. I grandi capitali non soccombono e non cedono il potere pacificamente, ma sono disposti a versare sangue e distruzione, a scatenare guerre e sterminio pur di sovrastare chi gli si oppone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questo atteggiamento sanguinario è egualmente corrisposto se gli antagonisti agli imperialismi sono il proletario o gli imperialismi/capitalisti concorrenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto quindi assume un ruolo importante la politica e la soggettività. La politica che deve guidare il proletariato: il partito dei lavoratori che si pone l&#039;obiettivo di prendere il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lenin quindi punta sulla politica e sul partito per fermare l&#039;evoluzione sanguinaria dell&#039;imperialismo/capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Lenin la pace è l&#039;obiettivo principale, e la Rivoluzione diventa un obiettivo necessario e urgente proprio perché strumento per fermare la guerra e inibire la potenzialità distruttiva del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale Lenin conia la parola d&#039;ordine &amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 7 novembre 1917 (25 Ottobre 1917 nel calendario gregoriano in vigore in Russia) con l&#039;assalto al Palazzo di Inverno segna la vittoria della rivoluzione sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &#039;17==&lt;br /&gt;
Lenin quindi capisce che il compito dei comunisti non è quello di scatenare la violenza per prendere il potere, ma, come nelle arti marziali, di convogliare la violenza scatenata dai capitalismi durante lo scontro tra loro, per trasformarla in rivoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il motivo del fallimento delle rivoluzioni precedenti, e il successo della Rivoluzione del &#039;17 (e anche di quelle future come quella Cinese nel 1949).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Insegnamenti==&lt;br /&gt;
Quindi in sintesi cosa insegna Lenin, in termini di indicazioni sui compiti e gli obiettivi una organizzazione politica dei lavoratori:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi dei processi di competizione tra i capitalismi internazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi delle evoluzioni delle modalità in cui confliggono gli imperialismi, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità di una organizzazione politica conseguente agli scenari prefigurati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La Consapevolezza che il Capitale ha un grado superiore di potenza militare e che compito dei comunisti è lottare per il pane, il lavoro, la pace, sforzandosi di non innalzare mai il livello di scontro in termini di conflitto fisico. Il livello di scontro è sempre innalzato dalla Borghesia, il partito deve essere consapevole e agire tenendone conto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La consapevolezza che la guerra è guerra imperialista, e che compito dei comunisti è di non parteggiare per i governi della sua nazione ma di lottare per la pace, e, se le situazioni lo consentono o lo impongono, prendere il potere per mantenere la pace e fermare la distruttività del Capitalismo imperialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &amp;lt;b&amp;gt;La rivoluzione come mezzo e non come fine&amp;lt;/b&amp;gt;. Se il fine è il comunismo/socialismo, la rivoluzione come passaggio verso il superamento del Capitalismo è uno (il più probabile ma non l&#039;unico) mezzo per arrivarci. (tema da sviluppare)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=87</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=87"/>
		<updated>2008-06-03T21:30:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &amp;#039;17 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La crescita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati internazionali, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;analisi delle contraddizioni del capitalismo e quindi l&#039;impossibilità per il Capitalismo di  mantenersi come sistema che si autoregola, non significa un necessario passaggio al  superamento &amp;quot;positivo&amp;quot; della forma capitalistica borghese. Gli effetti dell&#039;instabiità del Capitalismo non portano necessariamente verso il socialismo ma possono portare verso crisi, guerre, distruzioni.&lt;br /&gt;
L&#039;evoluzione della storia non è scritta!&lt;br /&gt;
Detto in altri termini, l&#039;evoluzione della lotta di classe dipende dalla soggettività, dalla politica, dalla volontà e intelligenza di chi contrasta il Capitalismo: chi si pone alla guida del proletariato si deve impegnare per contrastare il potenziale distruttivo e la violenza scatenata dal Capitalismo, indirizzandoli verso la rivoluzione.&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin invece occorre capire che il conflitto tra i Capitali, la competizione per la conquista dei mercati, non ha quasi mai esiti pacifici. I grandi capitali non soccombono e non cedono il potere pacificamente, ma sono disposti a versare sangue e distruzione, a scatenare guerre e sterminio pur di sovrastare chi gli si oppone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questo atteggiamento sanguinario è egualmente corrisposto se gli antagonisti agli imperialismi sono il proletario o gli imperialismi/capitalisti concorrenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto quindi assume un ruolo importante la politica e la soggettività. La politica che deve guidare il proletariato: il partito dei lavoratori che si pone l&#039;obiettivo di prendere il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lenin quindi punta sulla politica e sul partito per fermare l&#039;evoluzione sanguinaria dell&#039;imperialismo/capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Lenin la pace è l&#039;obiettivo principale, e la Rivoluzione diventa un obiettivo necessario e urgente proprio perché strumento per fermare la guerra e inibire la potenzialità distruttiva del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale Lenin conia la parola d&#039;ordine &amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 7 novembre 1917 (25 Ottobre 1917 nel calendario gregoriano in vigore in Russia) con l&#039;assalto al Palazzo di Inverno segna la vittoria della rivoluzione sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &#039;17==&lt;br /&gt;
Lenin quindi capisce che il compito dei comunisti non è quello di scatenare la violenza per prendere il potere, ma, come nelle arti marziali, di convogliare la violenza scatenata dai capitalismi durante lo scontro tra loro, per trasformarla in rivoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il motivo del fallimento delle rivoluzioni precedenti, e il successo della Rivoluzione del &#039;17 (e anche di quelle future come quella Cinese nel 1949).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Insegnamenti==&lt;br /&gt;
Quindi in sintesi cosa insegna Lenin, in termini di indicazioni sui compiti e gli obiettivi una organizzazione politica dei lavoratori:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi dei processi di competizione tra i capitalismi internazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi delle evoluzioni delle modalità in cui confliggono gli imperialismi, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità di una organizzazione politica conseguente agli scenari prefigurati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La Consapevolezza che il Capitale ha un grado superiore di potenza militare e che compito dei comunisti è lottare per il pane, il lavoro, la pace, sforzandosi di non innalzare mai il livello di scontro in termini di conflitto fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La consapevolezza che la guerra è guerra imperialista, e che compito dei comunisti è di non parteggiare per i governi della sua nazione ma di lottare per la pace, e, se le situazioni lo consentono o lo impongono, prendere il potere per mantenere la pace e fermare la distruttività del Capitalismo imperialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &amp;lt;b&amp;gt;La rivoluzione come mezzo e non come fine&amp;lt;/b&amp;gt;. Se il fine è il comunismo/socialismo, la rivoluzione come passaggio verso il superamento del Capitalismo è uno (il più probabile ma non l&#039;unico) mezzo per arrivarci. (da sviluppare)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=86</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-06-03T21:29:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La crescita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati internazionali, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;analisi delle contraddizioni del capitalismo e quindi l&#039;impossibilità per il Capitalismo di  mantenersi come sistema che si autoregola, non significa un necessario passaggio al  superamento &amp;quot;positivo&amp;quot; della forma capitalistica borghese. Gli effetti dell&#039;instabiità del Capitalismo non portano necessariamente verso il socialismo ma possono portare verso crisi, guerre, distruzioni.&lt;br /&gt;
L&#039;evoluzione della storia non è scritta!&lt;br /&gt;
Detto in altri termini, l&#039;evoluzione della lotta di classe dipende dalla soggettività, dalla politica, dalla volontà e intelligenza di chi contrasta il Capitalismo: chi si pone alla guida del proletariato si deve impegnare per contrastare il potenziale distruttivo e la violenza scatenata dal Capitalismo, indirizzandoli verso la rivoluzione.&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin invece occorre capire che il conflitto tra i Capitali, la competizione per la conquista dei mercati, non ha quasi mai esiti pacifici. I grandi capitali non soccombono e non cedono il potere pacificamente, ma sono disposti a versare sangue e distruzione, a scatenare guerre e sterminio pur di sovrastare chi gli si oppone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questo atteggiamento sanguinario è egualmente corrisposto se gli antagonisti agli imperialismi sono il proletario o gli imperialismi/capitalisti concorrenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto quindi assume un ruolo importante la politica e la soggettività. La politica che deve guidare il proletariato: il partito dei lavoratori che si pone l&#039;obiettivo di prendere il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lenin quindi punta sulla politica e sul partito per fermare l&#039;evoluzione sanguinaria dell&#039;imperialismo/capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Lenin la pace è l&#039;obiettivo principale, e la Rivoluzione diventa un obiettivo necessario e urgente proprio perché strumento per fermare la guerra e inibire la potenzialità distruttiva del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale Lenin conia la parola d&#039;ordine &amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 7 novembre 1917 (25 Ottobre 1917 nel calendario gregoriano in vigore in Russia) con l&#039;assalto al Palazzo di Inverno segna la vittoria della rivoluzione sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &#039;17==&lt;br /&gt;
Lenin quindi capisce che il compito dei comunisti non è quello di scatenare la violenza per prendere il potere, ma, come nelle arti marziali, di convogliare la violenza scatenata dai capitalismi nello scontro tra essi, per trasformarla in rivoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il motivo del fallimento delle rivoluzioni precedenti, e il successo della Rivoluzione del &#039;17 (e anche di quelle future come quella Cinese nel 1949).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Insegnamenti==&lt;br /&gt;
Quindi in sintesi cosa insegna Lenin, in termini di indicazioni sui compiti e gli obiettivi una organizzazione politica dei lavoratori:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi dei processi di competizione tra i capitalismi internazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi delle evoluzioni delle modalità in cui confliggono gli imperialismi, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità di una organizzazione politica conseguente agli scenari prefigurati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La Consapevolezza che il Capitale ha un grado superiore di potenza militare e che compito dei comunisti è lottare per il pane, il lavoro, la pace, sforzandosi di non innalzare mai il livello di scontro in termini di conflitto fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La consapevolezza che la guerra è guerra imperialista, e che compito dei comunisti è di non parteggiare per i governi della sua nazione ma di lottare per la pace, e, se le situazioni lo consentono o lo impongono, prendere il potere per mantenere la pace e fermare la distruttività del Capitalismo imperialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &amp;lt;b&amp;gt;La rivoluzione come mezzo e non come fine&amp;lt;/b&amp;gt;. Se il fine è il comunismo/socialismo, la rivoluzione come passaggio verso il superamento del Capitalismo è uno (il più probabile ma non l&#039;unico) mezzo per arrivarci. (da sviluppare)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=85</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-06-03T21:28:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* imperialismo: stadio supremo del capitalismo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La crescita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati internazionali, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;analisi delle contraddizioni del capitalismo e quindi l&#039;impossibilità per il Capitalismo di  mantenersi come sistema che si autoregola, non significa un necessario passaggio al  superamento &amp;quot;positivo&amp;quot; della forma capitalistica borghese. Gli effetti dell&#039;instabiità del Capitalismo non portano necessariamente verso il socialismo ma possono portare verso crisi, guerre, distruzioni.&lt;br /&gt;
L&#039;evoluzione della storia non è scritta!&lt;br /&gt;
Detto in altri termini, l&#039;evoluzione della lotta di classe dipende dalla soggettività, dalla politica, dalla volontà e intelligenza di chi contrasta il Capitalismo: chi si pone alla guida del proletariato si deve impegnare per contrastare il potenziale distruttivo e la violenza scatenata dal Capitalismo, indirizzandoli verso la rivoluzione.&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin invece occorre capire che il conflitto tra i Capitali, la competizione per la conquista dei mercati, non ha quasi mai esiti pacifici. I grandi capitali non soccombono e non cedono il potere pacificamente, ma sono disposti a versare sangue e distruzione, a scatenare guerre e sterminio pur di sovrastare chi gli si oppone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questo atteggiamento sanguinario è egualmente corrisposto se gli antagonisti agli imperialismi sono il proletario o gli imperialismi/capitalisti concorrenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto quindi assume un ruolo importante la politica e la soggettività. La politica che deve guidare il proletariato: il partito dei lavoratori che si pone l&#039;obiettivo di prendere il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lenin quindi punta sulla politica e sul partito per fermare l&#039;evoluzione sanguinaria dell&#039;imperialismo/capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Lenin la pace è l&#039;obiettivo principale, e la Rivoluzione diventa obiettivo necessario e urgente proprio perché strumento per fermare la guerra e inibire la potenzialità distruttiva del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale conia la parola d&#039;ordine &amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 7 novembre 1917 (25 Ottobre 1917 nel calendario gregoriano in vigore in Russia) con l&#039;assalto al Palazzo di Inverno segna la vittoria della rivoluzione sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &#039;17==&lt;br /&gt;
Lenin quindi capisce che il compito dei comunisti non è quello di scatenare la violenza per prendere il potere, ma, come nelle arti marziali, di convogliare la violenza scatenata dai capitalismi nello scontro tra essi, per trasformarla in rivoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il motivo del fallimento delle rivoluzioni precedenti, e il successo della Rivoluzione del &#039;17 (e anche di quelle future come quella Cinese nel 1949).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Insegnamenti==&lt;br /&gt;
Quindi in sintesi cosa insegna Lenin, in termini di indicazioni sui compiti e gli obiettivi una organizzazione politica dei lavoratori:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi dei processi di competizione tra i capitalismi internazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi delle evoluzioni delle modalità in cui confliggono gli imperialismi, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità di una organizzazione politica conseguente agli scenari prefigurati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La Consapevolezza che il Capitale ha un grado superiore di potenza militare e che compito dei comunisti è lottare per il pane, il lavoro, la pace, sforzandosi di non innalzare mai il livello di scontro in termini di conflitto fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La consapevolezza che la guerra è guerra imperialista, e che compito dei comunisti è di non parteggiare per i governi della sua nazione ma di lottare per la pace, e, se le situazioni lo consentono o lo impongono, prendere il potere per mantenere la pace e fermare la distruttività del Capitalismo imperialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &amp;lt;b&amp;gt;La rivoluzione come mezzo e non come fine&amp;lt;/b&amp;gt;. Se il fine è il comunismo/socialismo, la rivoluzione come passaggio verso il superamento del Capitalismo è uno (il più probabile ma non l&#039;unico) mezzo per arrivarci. (da sviluppare)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=82</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-26T00:17:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* Insegnamenti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La nascita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;evoluzione della storia non è scritta, l&#039;analisi delle contraddizioni del capitalismo e quindi l&#039;impossibilità per il Capitalismo di  mantenersi come sistema che si autoregola, non significa un necessario passaggio al  superamento &amp;quot;positivo&amp;quot; della forma capitalistica borghese. Gli effetti dell&#039;instabiità del Capitalismo non portano necessariamente verso il socialismo ma possono portare verso crisi, guerre, distruzioni.&lt;br /&gt;
Detto in altri termini, l&#039;evoluzione della lotta di classe dipende dalla soggettività, dalla politica, dalla volontà e intelligenza di chi contrasta il Capitalismo, chi si pone alla guida del proletariato deve deviare il potenziale distruttivo del Capitalismo ed indirizzarlo verso la rivoluzione.&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin invece occorre capire che il conflitto tra i Capitali, la competizione per la conquista dei mercati, non ha quasi mai esiti pacifici. I grandi capitali non soccombono e non cedono il potere pacificamente, ma sono disposti a versare sangue e distruzione, a scatenare guerre e sterminio pur di sovrastare chi gli si oppone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questo atteggiamento sanguinario è egualmente corrisposto se gli antagonisti agli imperialismi sono il proletario o gli imperialismi/capitalisti concorrenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto quindi assume un ruolo importante la politica e la soggettività. La politica che deve guidare il proletariato, il partito dei lavoratori che si pone l&#039;obiettivo di prendere il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lenin quindi punta sulla politica e sul partito per fermare l&#039;evoluzione sanguinaria dell&#039;imperialismo/capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Lenin la pace è l&#039;obiettivo principale, e la Rivoluzione diventa obiettivo necessario e urgente proprio perché strumento per fermare la guerra e inibire la potenzialità distruttiva del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale conia la parola d&#039;ordine &amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 7 novembre 1917 (25 Ottobre 1917 nel calendario gregoriano in vigore in Russia) con l&#039;assalto al Palazzo di Inverno segna la vittoria della rivoluzione sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &#039;17==&lt;br /&gt;
Lenin quindi capisce che il compito dei comunisti non è quello di scatenare la violenza per prendere il potere, ma, come nelle arti marziali, di convogliare la violenza scatenata dai capitalismi nello scontro tra essi, per trasformarla in rivoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il motivo del fallimento delle rivoluzioni precedenti, e il successo della Rivoluzione del &#039;17 (e anche di quelle future come quella Cinese nel 1949).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Insegnamenti==&lt;br /&gt;
Quindi in sintesi cosa insegna Lenin, in termini di indicazioni sui compiti e gli obiettivi una organizzazione politica dei lavoratori:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi dei processi di competizione tra i capitalismi internazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi delle evoluzioni delle modalità in cui confliggono gli imperialismi, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità di una organizzazione politica conseguente agli scenari prefigurati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La Consapevolezza che il Capitale ha un grado superiore di potenza militare e che compito dei comunisti è lottare per il pane, il lavoro, la pace, sforzandosi di non innalzare mai il livello di scontro in termini di conflitto fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La consapevolezza che la guerra è guerra imperialista, e che compito dei comunisti è di non parteggiare per i governi della sua nazione ma di lottare per la pace, e, se le situazioni lo consentono o lo impongono, prendere il potere per mantenere la pace e fermare la distruttività del Capitalismo imperialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- &amp;lt;b&amp;gt;La rivoluzione come mezzo e non come fine&amp;lt;/b&amp;gt;. Se il fine è il comunismo/socialismo, la rivoluzione come passaggio verso il superamento del Capitalismo è uno (il più probabile ma non l&#039;unico) mezzo per arrivarci. (da sviluppare)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=81</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-26T00:09:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La nascita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;evoluzione della storia non è scritta, l&#039;analisi delle contraddizioni del capitalismo e quindi l&#039;impossibilità per il Capitalismo di  mantenersi come sistema che si autoregola, non significa un necessario passaggio al  superamento &amp;quot;positivo&amp;quot; della forma capitalistica borghese. Gli effetti dell&#039;instabiità del Capitalismo non portano necessariamente verso il socialismo ma possono portare verso crisi, guerre, distruzioni.&lt;br /&gt;
Detto in altri termini, l&#039;evoluzione della lotta di classe dipende dalla soggettività, dalla politica, dalla volontà e intelligenza di chi contrasta il Capitalismo, chi si pone alla guida del proletariato deve deviare il potenziale distruttivo del Capitalismo ed indirizzarlo verso la rivoluzione.&lt;br /&gt;
----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin invece occorre capire che il conflitto tra i Capitali, la competizione per la conquista dei mercati, non ha quasi mai esiti pacifici. I grandi capitali non soccombono e non cedono il potere pacificamente, ma sono disposti a versare sangue e distruzione, a scatenare guerre e sterminio pur di sovrastare chi gli si oppone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E questo atteggiamento sanguinario è egualmente corrisposto se gli antagonisti agli imperialismi sono il proletario o gli imperialismi/capitalisti concorrenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto quindi assume un ruolo importante la politica e la soggettività. La politica che deve guidare il proletariato, il partito dei lavoratori che si pone l&#039;obiettivo di prendere il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lenin quindi punta sulla politica e sul partito per fermare l&#039;evoluzione sanguinaria dell&#039;imperialismo/capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Lenin la pace è l&#039;obiettivo principale, e la Rivoluzione diventa obiettivo necessario e urgente proprio perché strumento per fermare la guerra e inibire la potenzialità distruttiva del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale conia la parola d&#039;ordine &amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 7 novembre 1917 (25 Ottobre 1917 nel calendario gregoriano in vigore in Russia) con l&#039;assalto al Palazzo di Inverno segna la vittoria della rivoluzione sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I tentativi di Rivoluzioni Precedenti (1905) e la Rivoluzione del &#039;17==&lt;br /&gt;
Lenin quindi capisce che il compito dei comunisti non è quello di scatenare la violenza per prendere il potere, ma, come nelle arti marziali, di convogliare la violenza scatenata dai capitalismi nello scontro tra essi, per trasformarla in rivoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il motivo del fallimento delle rivoluzioni precedenti, e il successo della Rivoluzione del &#039;17 (e anche di quelle future come quella Cinese nel 1949).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Insegnamenti==&lt;br /&gt;
Quindi in sintesi cosa insegna Lenin, in termini di indicazioni sui compiti e gli obiettivi una organizzazione politica dei lavoratori:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi dei processi di competizione tra i capitalismi internazionali.&lt;br /&gt;
- La necessità dell&#039;analisi delle evoluzioni delle modalità in cui confliggono gli imperialismi, &lt;br /&gt;
- La necessità di una organizzazione politica conseguente agli scenari prefigurati.&lt;br /&gt;
- La Consapevolezza che il Capitale ha un grado superiore di potenza militare e che compito dei comunisti è lottare per il pane, il lavoro, la pace, sforzandosi di non innalzare mai il livello di scontro in termini di conflitto fisico.&lt;br /&gt;
- La consapevolezza che la guerra è guerra imperialista, e che compito dei comunisti è di non parteggiare per i governi della sua nazione ma di lottare per la pace, e, se le situazioni lo consentono o lo impongono, prendere il potere per mantenere la pace e fermare la distruttività del Capitalismo imperialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Lenin_in_pillole&amp;diff=79</id>
		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-22T16:57:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* imperialismo: stadio supremo del capitalismo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La nascita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non sono già scritti ne&#039; predeterminati. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Visto che restano ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risulta divenire il passaggio anticipatore della successiva del socialismo/comunismo. Compito del proletariato (e del partito) è quindi quello di mantenere aperti gli spazi di democrazia ed aspettare che si attuino gli eventi della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
soggettività&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
 . Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
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		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-22T16:54:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* imperialismo: stadio supremo del capitalismo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La nascita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non è scritto ne&#039; predeterminato. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, portano &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad un passaggio, anche pacifico, al governo dell&#039;economia da parte del proletariato. &lt;br /&gt;
Secondo questa visione i grandi capitali competono in maniera &amp;quot;pacifica&amp;quot;: chi prevale assorbe in qualche modo chi perde, fino ad arrivare ad un monopolio unico. Restando, tuttavia, ancora le contraddizioni legate alla caduta tendenziale del saggio di profitto, la fase dei monopoli risultano divenire il passaggio precursore della successiva del socialismo/comunismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
soggettività&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
 . Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-22T12:47:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La nascita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot;, sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione del pianeta tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è descritta la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lo sviluppo della storia non è deterministico&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non è scritto ne&#039; predeterminato. Marx ha dato i modelli rappresentativi per descrivere, in ultima istanza, i fattori che determinano la storia e l&#039;evoluzione del processo economico di produzione/dominio/sfruttamento, per illustrare le ragioni per cui il capitalismo ha in se delle spinte contraddittorie che lo rendono instabile e il cui assetto è sempre tendente alla crisi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Lenin ci insegna che le modalità in cui si esprimono le crisi non sono predefinite.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il filone della socialdemocrazia, ad esempio, la crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, porta &amp;quot;necessariamente&amp;quot; ad un superamento del capitalismo ed ad una re&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
soggettività&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
 . Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-21T17:27:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lenin analizza le trasformazioni del Capitale sulla scena internazionale come premessa allo sviluppo dell&#039;imperialismo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==imperialismo: stadio supremo del capitalismo==&lt;br /&gt;
La nascita e lo sviluppo dei cosiddetti trust (monopoli) nazionali ed internazionali, ovvero la formazione del capitale finanziario - tramite la fusione di capitale bancario e industriale - avvenuta per la prima volta nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo, ha come conseguenza diretta il conflitto tra i trust per la conquista dei mercati, e quindi lo sviluppo delle politiche imperialistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità in cui si evolve il Capitalismo in quel determinato periodo storico, definito da Lenin come &amp;quot;imperialismo: stadio supremo del capitalismo&amp;quot; sono le seguenti:&lt;br /&gt;
- Concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;&lt;br /&gt;
- Fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un&#039;oligarchia finanziaria;&lt;br /&gt;
- Prevalenza dell&#039;esportazione di capitale in rapporto all&#039;esportazione di merci;&lt;br /&gt;
- Sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;&lt;br /&gt;
- Compiuta ripartizione della terra tra le più grandi potenze capitalistiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. &lt;br /&gt;
Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
---------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze dell&#039;analisi dell&#039;imperialismo sono, per Lenin, le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sviluppo della storia non è deterministico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ovvero le leggi economico/sociali/politiche, i modelli rappresentativi, l&#039;evoluzione della storia e del conflitto sociale non è scritto ne&#039; predeterminato&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
soggettività&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria==&lt;br /&gt;
 . Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Ater</title>
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		<updated>2008-05-21T12:43:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;cose da fare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) progetto obiettivo 2008: redigere progetto per installazione nuovo prodotto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
corsi di formazione:&lt;br /&gt;
(Francesco) chiamare marcello ferrante&lt;br /&gt;
(Francesco) redigere proposta interno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
poste&lt;br /&gt;
inviata mail a vescovi per verifica convenzione da 0,85 - 0,75&lt;br /&gt;
verificare pagamento 6bim2007&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco)verificare raccomandate spedizionieri fornitori TNT, Romana Recapiti et al.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
acquisto hardware:&lt;br /&gt;
(Francesco)inviare mail a comedata per +20% acquisto vecchio&lt;br /&gt;
(Lina) verificare situazione contabile Datamax&lt;br /&gt;
(Lina)inviare analoga richiesta 20% a AR2001 e datamax&lt;br /&gt;
(Francesco Lina)interpello storage &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
estratto conto&lt;br /&gt;
(Francesco)parlare con graziosi per inserimento in bolletta - progetto Claudio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agenzia delle Entrate&lt;br /&gt;
(Francesco, Walter lina)telefono lorusso (fatto) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
database&lt;br /&gt;
(Vittorio Stefano)verificare indirizzi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conguagli&lt;br /&gt;
(Francesco)Chiamare graziosi per schedulazione conguagli&lt;br /&gt;
*Risc. 2006/7&lt;br /&gt;
*Ascensori 2005/2006&lt;br /&gt;
*Acqua 2006&lt;br /&gt;
*CNS/AMA 2006/2007&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
verificare centrale 12020 scala O&lt;br /&gt;
da quando conguagliare prescrizione? 2005/6???&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) ordine di servizio disegno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) jaws scrivere relazione: ricevuta offerta R1Spa 2000 €&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) Scrivere relazione infordata per assistenza mainframe a chiamata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco)Scrivere relazione su Emaco / Baldassarre&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vittorio: &lt;br /&gt;
* Cruscotto Aziendale&lt;br /&gt;
* installazione mediawiki&lt;br /&gt;
* organizzazione intervento IBM fine mese&lt;br /&gt;
* organizzazione corso IBM primi giugno&lt;br /&gt;
* organizzazione intervento Riboni da remoto: consolle&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco)Giuliana Anatrella:&lt;br /&gt;
* spc seguire progetto&lt;br /&gt;
* Revos &lt;br /&gt;
* verificare SQL Server per infomaster&lt;br /&gt;
* verificare garanzia CISCO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Lina) fare i conti su fondo spese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco Lina) tornelli organizzare acquisto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
appalti on line, &lt;br /&gt;
(FrancescoFranceschinis) appalti: verificare su internet esistenza file per calcolo offerta più vantaggiosa non anomala&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Catia) BCC: dare corso sollecito!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(per Bellucci) Sindacati Inquilini: progetto di riorganizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Progetto IVA per locali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Bellucci) verifica indirizzi bollette tornate indietro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ricordarsi Concorso: inserire avviso 19 maggio per B!!!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco Lina)Adeguamento legge 241&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Franceschinis)Corviale -15%&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) Contratto Bianchi verificare col Direttore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Situazione Zofia/Galassi &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco, Guido) 35ore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Catia Vittorio) fare il DPS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) Progetto Assistenza tecnica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Lina) firma digitale graziosi carpenella preparato file da convertire e spedire lina&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco Francesconi Maria) SELESTA, verificare orologini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
assistenza tecnica organizzare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
chiamare CA per dynamT&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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		<title>Lenin in pillole</title>
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		<updated>2008-05-19T23:26:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: Nuova pagina: riferimenti da wikipedia  nella formazione del capitale finanziario - fusione di capitale bancario e industriale - la premessa delle politiche imperialistiche. Lenin gli rimprovera di ...&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;riferimenti da wikipedia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
nella formazione del capitale finanziario - fusione di capitale bancario e industriale - la premessa delle politiche imperialistiche. Lenin gli rimprovera di trascurare la divisione del mercato mondiale operata dai trust internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario: «il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il &#039;rentier&#039;, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall&#039;imprenditore [...] l&#039;imperialismo, cioè l&#039;egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale, ma è quella finanziaria, se «per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l&#039;esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l&#039;esportazione del capitale [...] la necessità dell&#039;esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale [...] non rimane più un campo di investimento redditizio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase, secondo la visione leniniana, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l&#039;irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come «capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l&#039;esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l&#039;intera superficie terrestre».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 trasformare la guerra, che definisce imperialista, in rivoluzione. Fra le parti in guerra non c&#039;è differenza; il significato di nazionale, che ogni borghesia cerca di attribuire alla propria guerra, nasconde il reale contenuto di rapina: «La Germania si batte non per liberare ma per opprimere le nazioni. Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e forte a depredare i briganti più vecchi e nutriti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può distinguere tra guerra giusta e ingiusta: indipendentemente da colui che attacca per primo, è aggressore colui che opprime; se l&#039;oppresso lotta contro l&#039;oppressore, conduce una guerra giusta. La parola d&#039;ordine della difesa della patria è legittima e progressista in caso di guerra di liberazione nazionale, ma è reazionaria nel caso di guerra imperialista: «Il periodo dal 1789 al 1871 fu l&#039;epoca di un capitalismo progressivo in cui l&#039;abbattimento del feudalesimo, dell&#039;assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all&#039;ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la &#039;difesa della patria&#039;, cioè la lotta contro l&#039;oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i paesi balcanici, l&#039;Asia minore ecc. [...] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo [...] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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A differenza dello società borghese, che considera lo Stato una necessità permanente per la sua esistenza, nella società socialista lo Stato è destinato a estinguersi e dovrà essere organizzato in modo che cominci a estinguersi: «Noi ci assegniamo come scopo finale la soppressione dello Stato, cioè di ogni forma organizzata e sistematica di ogni violenza esercitata contro gli uomini in generale. Noi non auspichiamo l&#039;avvento di un ordinamento sociale in cui non venga osservato il principio della sottomissione della minoranza alla maggioranza. Ma, aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini [...] perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale, senza violenza e senza sottomissione».&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=73</id>
		<title>Pagina principale</title>
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		<updated>2008-05-18T22:41:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito collaborativo per la realizzazione di un centro didattico, di divulgazione, di analisi e confronto politico, per la una rielaborazione della teoria marxiana per la sinistra del nuovo millennio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Americanismo, Taylorismo, Fordismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
I seguenti collegamenti sono in lingua inglese:&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione]&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [http://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=72</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=72"/>
		<updated>2008-05-18T22:40:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* La  Teoria del Valore e la controversia del problema della trasformazione Valore Prezzi */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La  Teoria del Valore e la controversia del problema della trasformazione Valore Prezzi==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La questione è abbastanza complessa, e difficilmente spiegabile in maniera semplice e divulgativa.&lt;br /&gt;
Di fatto è il passaggio dal Primo Libro del Capitale al Terzo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanto vale leggersela direttamente su wikipedia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contraddizione.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=71</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=71"/>
		<updated>2008-05-18T22:40:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* La  Teoria del Valore e la controversia del problema della trasformazione Valore Prezzi */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La  Teoria del Valore e la controversia del problema della trasformazione Valore Prezzi==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La questione è abbastanza complessa, e difficilmente spiegabile in maniera semplice e divulgativa.&lt;br /&gt;
Di fatto è il passaggio dal Primo Libro del Capitale a Terzo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanto vale leggersela direttamente su wikipedia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contraddizione.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=70</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=70"/>
		<updated>2008-05-18T22:39:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La  Teoria del Valore e la controversia del problema della trasformazione Valore Prezzi==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La questione è abbastanza complessa, e difficilmente spiegabile in maniera semplice e divulgativa.&lt;br /&gt;
Tanto vale leggersela direttamente su wikipedia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contraddizione.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=69</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=69"/>
		<updated>2008-05-18T22:39:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La  Teoria del Valore e la controversia del problema della trasformazione Valore Prezzi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La questione è abbastanza complessa, e difficilmente spiegabile in maniera semplice e divulgativa.&lt;br /&gt;
Tanto vale leggersela direttamente su wikipedia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contraddizione.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=68</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=68"/>
		<updated>2008-05-16T23:30:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contraddizione.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=67</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=67"/>
		<updated>2008-05-16T22:58:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_trasformazione_dei_valori_in_prezzi_di_produzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=66</id>
		<title>Pagina principale</title>
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		<updated>2008-05-16T22:23:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito collaborativo per la realizzazione di un centro didattico, di divulgazione, di analisi e confronto politico, per la una rielaborazione della teoria marxiana per la sinistra del nuovo millennio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I sistemi di equazioni nei tre settori&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Americanismo, Taylorismo, Fordismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
I seguenti collegamenti sono in lingua inglese:&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione]&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [http://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=65</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=65"/>
		<updated>2008-05-16T22:21:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito collaborativo per la realizzazione di un centro didattico, di divulgazione, di analisi e confronto politico, per la una rielaborazione della teoria marxiana per la sinistra del nuovo millennio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] Capitale e Capitalismo: Analisi e rappresentazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I sistemi di equazioni nei tre settori&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Americanismo, Taylorismo, Fordismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
I seguenti collegamenti sono in lingua inglese:&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione]&lt;br /&gt;
* [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [http://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=64</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=64"/>
		<updated>2008-05-16T22:19:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
Il Capitalismo, caratterizzato da tre fattori: &lt;br /&gt;
Policentrismo (nelle decisioni), &lt;br /&gt;
Competitività &lt;br /&gt;
tendenza alla Accumulazione &lt;br /&gt;
le tre caratteristiche comportano delle conseguenti contraddizioni insanabili, che portano all&#039;instabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Il_crollo_dell%27Universit%C3%A0_Pubblica&amp;diff=63</id>
		<title>Il crollo dell&#039;Università Pubblica</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Il_crollo_dell%27Universit%C3%A0_Pubblica&amp;diff=63"/>
		<updated>2008-05-16T22:01:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: Nuova pagina:  Il crollo dell’università pubblica di Francesco Gallerano  L’assalto distruttivo nei confronti dell’università pubblica è ormai pienamente dispiegato. Il processo di privatiz...&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; Il crollo dell’università pubblica&lt;br /&gt;
di Francesco Gallerano&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’assalto distruttivo nei confronti dell’università pubblica è ormai pienamente dispiegato. Il processo di privatizzazione dell’università va avanti; è un processo che è iniziato già da molto tempo. Il governo Amato aveva già, per legge, previsto la possibilità dell’istituzione di fondazioni private; queste fondazioni sarebbero dovute essere (nell’intenzione del legislatore) dei contenitori per i capitali finanziari provenienti dalle banche, in relazione alla legge antitrust. Tali capitali, gestiti dalle fondazioni private, sarebbero dovuti intervenire in supporto all’università pubblica (la quale sarebbe dovuta rimanere pubblica).&lt;br /&gt;
La Moratti cambia invece completamente il significato delle fondazioni con la Legge Finanziaria del dicembre 2001; per il ministro le fondazioni universitarie di diritto privato sono luoghi nei quali i privati intervengono a recuperare fondi (a livello locale, nazionale e finanche internazionale) per poter supportare le principali attività universitarie quali la didattica e la ricerca.&lt;br /&gt;
L’istituzione delle fondazioni per legge rappresenta dunque un momento importante dell’assalto al carattere pubblico dell’università; va da sé che il governo Amato ha aperto una porta dentro la quale si sono infilati (sfondando tutto) il ministro Moratti e il governo Berlusconi.&lt;br /&gt;
La seconda linea d’attacco al carattere pubblico dell’università si è palesata nella finanziaria 2002 – 2003 nella quale è prevista la possibilità di sciogliere gli enti pubblici con deficit di bilancio e di convertirli in fondazioni.&lt;br /&gt;
Il terzo elemento d’attacco è invece rappresentato dalla regionalizzazione del sistema universitario, finanziato direttamente dalla Regione e non più dallo Stato. Questo terzo punto è stato particolarmente sottovalutato; ma se pensiamo che nell’ateneo “ La Sapienza” gli studenti del Lazio sono solamente il 38% e se immaginiamo che i finanziamenti dello Stato alla Regione sarebbero certamente in qualche misura proporzionali al numero dei soli studenti residenti nel Lazio, arriviamo alla conclusione che atenei (quali la citata Sapienza) frequentati in maniera preponderante da studenti non residenti, andrebbero incontro al proscioglimento per deficit di bilancio.&lt;br /&gt;
Le tre linee di privatizzazione dell’università pubblica sono, quindi, relazionate a:&lt;br /&gt;
– La possibilità per le università di dotarsi di fondazioni di diritto privato attraverso l’esternalizzazione di alcune sue funzioni essenziali;&lt;br /&gt;
– Il proscioglimento degli enti pubblici con deficit di bilancio e la loro trasformazione in fondazioni;&lt;br /&gt;
– La regionalizzazione del sistema universitario finanziariamente supportato dalle Regioni e non dallo Stato;&lt;br /&gt;
Accanto a questo attacco si affianca la riforma voluta da Berlinguer e continuata da Moratti (la famigerata riforma del “3+2”).&lt;br /&gt;
Tale riforma prevede un primo triennio per la produzione di un laureato con una preparazione professionalizzante, e un biennio successivo di specializzazione. Le ragioni di tale riforma risiedevano, a detta dei proponenti, nel fatto che il mercato richiede una figura culturalmente più bassa di quella che veniva offerta dalle vecchie lauree.&lt;br /&gt;
Nel seguito la critica all’impostazione di questa riforma prende le mosse da quello che è successo nella facoltà di Ingegneria; ma le considerazioni che valgono per la facoltà di ingegneria possono essere comodamente estese a tutte le altre facoltà.&lt;br /&gt;
Sostanzialmente la riforma Berlinguer – Moratti ritiene che il mercato richieda un semplice esecutore di procedure già definite e formalizzate, ovvero un tecnico operativo in grado di applicare un numero finito di sequenze operazionali finalizzate al raggiungimento di un determinato scopo, sia progettuale che costruttivo.&lt;br /&gt;
Si potrebbe sviluppare una considerazione critica rispetto al fatto che il mercato richieda solo questo tipo di figura professionale; ma anche ammettendo che tale richiesta sia vera, un semplice applicatore di procedure (ossia una figura professionale che è in grado di applicare un numero finito di passi operazionali tesi a raggiungere un determinato fine sia progettuale che applicativo) entra in contraddizione con il fatto che le procedure vanno modificandosi rapidamente. Infatti la continua innovazione tecnologica nel processo produttivo (dell’oggetto come del progetto) sta mostrando anche un continuo aggiornamento delle procedure sia progettuali che realizzative e costruttive. Allora un semplice esecutore, non dotato dei capisaldi concettuali che determinano le procedure, non è in grado di seguire la rapida evoluzione del processo di trasformazione delle procedure stesse.&lt;br /&gt;
Da qui il completo fallimento di questa riforma: quand’anche si volesse produrre un tecnico operativo bisognerebbe fornirgli un bagaglio culturale in grado di dare, a tale figura professionale, la possibilità di seguire l’evoluzione e l’aggiornamento delle procedure per tutta la durata della propria attività professionale e lavorativa.&lt;br /&gt;
In sintesi si può quindi prefigurare una prima conclusione. L’attacco all’università pubblica si sviluppa su due linee concentriche: da una parte lo smantellamento dell’università con la produzione di crisi finanziarie negli atenei e la loro conseguente trasformazione in fondazioni private; dall’altra parte la distruzione dell’università come luogo più alto della formazione del sapere e della cultura di una nazione, ove si formano gli intellettuali (ed in particolare nelle facoltà di ingegneria gli intellettuali della tecnologia).&lt;br /&gt;
L’analisi fin qui condotta risulterebbe insufficiente se ci si limitasse esclusivamente ad osservare il fenomeno. Il vero interesse sta nella ricerca delle cause di ciò che sta dietro a questa filosofia di assalto all’università pubblica. Le ipotesi sono tante e vengono formulate da più parti, ma ritengo che le vere ragioni di questo assalto risiedano nella modifica degli assetti strutturali che in questi ultimi anni abbiamo visto e che sostanzialmente coincidono con la fine del capitalismo di stampo keynesiano: la contraddizione di fondo del capitalismo tra socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo (contraddizione che tendenzialmente produce sempre delle crisi di sovrapproduzione) per almeno un cinquantennio è stata sostanzialmente contenuta attraverso un forte sostegno alla domanda; gli stati nazionali sono stati in grado di ridurre la competizione tra i capitali e di sostenere massicciamente la domanda solvibile in modo da attenuare gli effetti devastanti delle crisi, pur sempre incipienti, di sovrapproduzione. Questo tipo di capitalismo, che è riuscito di volta in volta a trovare un punto di equilibrio con la democrazia almeno nel nord del mondo (facendo comunque pagare un prezzo molto alto ai popoli del terzo mondo), è ora completamente tramontato.&lt;br /&gt;
Le ragioni di questo tramonto sono molteplici e non vengono qui ribadite; in ogni caso va enfatizzato il fatto che non è più riformulabile un’ipotesi riformista legata al capitalismo keynesiano, nel senso che non risulta più possibile agli stati nazionali dare un sostegno alla domanda per poter supportare la produzione: il carattere necessariamente nazionale di tale sostegno alla domanda entra in contraddizione con il carattere internazionalizzato e globalizzato della circolazione delle merci: in altri termini dare soldi ai braccianti lucani produrrebbe l’effetto che costoro comprerebbero Mitsubishi e la FIAT fallirebbe in ogni caso. Un sostegno alla domanda solvibile produrrebbe quindi un quadro di orientamento soltanto per la produzione di quelle merci che hanno un elevato contenuto tecnologico, merci che però sono globalizzate e internazionalizzate sul piano della circolazione.&lt;br /&gt;
Quindi il keynesismo non è più formulabile.&lt;br /&gt;
Abbiamo assistito in questi ultimi anni ad un eccezionale incremento della produttività nel processo produttivo della merce materiale; tale incremento di produttività ha portato ad un incremento del rapporto tra capitale costante (ossia il capitale investito nei mezzi di produzione) e capitale variabile (ossia il capitale investito nel salario). Va da sé che questo processo, riducendo la quota parte di capitale variabile, riduce anche la quota parte di plusvalore.&lt;br /&gt;
In sintesi non si è lontani dal vero se si afferma che nella produzione della merce materiale il processo di valorizzazione dei capitali ha visto via via ridursi il plusvalore prodotto.&lt;br /&gt;
Le modalità con le quali il capitalismo sta reagendo a questa progressiva riduzione di plusvalore nella produzione delle merci materiali sono molteplici e non vengono qui analizzate; viene presa in considerazione solo una specifica risposta del capitalismo alla crisi del keynesismo e alla riduzione di accumulazione di plusvalore nella produzione delle merci materiali; ossia ci si attrezza ad analizzare solo quella risposta intimamente connessa alle modifiche degli assetti delle istituzioni deputate alla formazione del sapere e della cultura.&lt;br /&gt;
Negli Stati Uniti in particolare, ma anche in Europa, si è attivato un nuovo processo di valorizzazione legato alla produzione di merce immateriale, ossia alla produzione dell’informazione. È sotto gli occhi di tutti che tante merci materiali come il telefonino, come l’ABS, come l’air-bag, hanno intrappolato dentro di sé un’elevata quantità di valore, la maggior parte del quale è legato ad un’idea innovativa ovvero ad un’informazione. In altri termini il continuo processo di competizione nell’innovazione tecnologica ha portato e porta sempre più alla vittoria di quelle merci immateriali che rappresentano il luogo ove si è esplicitata, in forma vincente, l’idea innovativa dell’informazione.&lt;br /&gt;
Non che questo processo non sia sempre stato presente nel capitalismo, ma in quest’ultima fase, con l’intervento della robotica, dell’informatica e della telematica, si è moltiplicato in maniera eccezionale.&lt;br /&gt;
La produzione della merce immateriale è quindi il nuovo luogo nel quale il capitale cerca la propria valorizzazione, scontrandosi però con una contraddizione fondamentale: il capitale ha di fronte un nuovo soggetto sociale, il produttore della merce immateriale. Questa figura possiede qualcosa in più oltre alla propria prole: possiede il sapere. Tale soggetto sociale quindi è in qualche modo anch’esso possessore dei mezzi di produzione, ed essendone consapevole può esplicitare una potenza tendenzialmente ben superiore a quella del vecchio produttore di valori legato alla produzione della merce materiale.&lt;br /&gt;
Il capitale ha quindi bisogno in primis di disarticolare questa figura, scomponendo le modalità di accesso alla formazione del sapere, spezzando l’università, dividendo il momento di formazione e sviluppando percorsi estremamente separati l’uno dall’altro. Il capitale cerca quindi un produttore di valore della merce immateriale che sia in possesso di un sapere specialistico ma che non abbia una visione generale e globale dell’intero processo; solo così la borghesia della globalizzazione ha la presunzione di potere neutralizzare il nuovo soggetto sociale, di spezzarlo, di renderlo meno potente.&lt;br /&gt;
Bisogna inoltre tenere presente che all’oggi lo studio, la formazione del sapere, viene ritenuto un diritto offerto come un servizio dalle istituzioni. Va da sé che per trasformar questo diritto in una merce, ossia per fare del luogo dove si produce sapere un luogo nel quale il capitale si valorizza, è necessario levare allo studio la sua caratterizzazione di diritto e di trasformarlo appunto in una merce consumabile solo da chi ha determinati requisiti economici. In altre parole, affinché il capitale possa individuare nel luogo di produzione del sapere un luogo nel quale innescare un processo di valorizzazione del capitale stesso, occorre che lo studio, il sapere e la cultura divengano merce concessa esclusivamente a chi è in grado di pagarsela e non più un diritto garantito a tutti.&lt;br /&gt;
Queste sono in ultima stanza le vere ragioni che stanno dietro la riforma Moratti, e che si esprimono in Italia in una forma forse più ridicola di altrove ma che sono presenti in Europa e un po’ in tutto il mondo. L’aspetto comico della vicenda è che ognuno dei governanti che sta praticando questo processo di smantellamento dell’università pubblica, ossia che sta praticando la ritirata delle istituzioni dalle università pubbliche affinché nel luogo della produzione del sapere possa intervenire il capitale e la sua valorizzazione, adduce un’altra scusa: “dobbiamo privatizzare per adeguarci all’Europa…”; ma quale Europa? Gli studenti francesi in questi giorni stanno contestando queste scelte di privatizzazione, l’anno scorso si sono verificate occupazioni in Germania, ed anche i movimenti studenteschi italiani e spagnoli si sono collocati su linee di protesta.&lt;br /&gt;
La comicità della vicenda sta dentro il fatto che ovunque in Europa si adduce il bisogno di adeguarsi all’Europa, di un’Europa che però non c’è; tale Europa sta soltanto nei bisogni del capitale di ricollocarsi nei luoghi di valorizzazione associati alla produzione di merce immateriale, stante il fatto che nei luoghi ove si produce la merce materiale il capitale vede estinguere sempre di più la sua possibilità di valorizzarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.lepassionidisinistra.info/n_5/ilcrollo.htm]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=62</id>
		<title>Pagina principale</title>
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		<updated>2008-05-16T22:01:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;big&amp;gt;WIKILEFT&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sito collaborativo per la realizzazione di un centro didattico, di divulgazione, di analisi e confronto politico, per la una rielaborazione della teoria marxiana per la sinistra del nuovo millennio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[MARX in pillole]] Capitale e Capitalismo: Analisi e rappresentazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il denaro da mezzo a fine (MDM --&amp;gt; DMD)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I modelli di interpretazione, la teoria del valore/lavoro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore ed i prezzi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le categorie del Capitale: Capitale Organico, Capitale Variabile, Salario, Profitto, &lt;br /&gt;
Plusvalore &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I sistemi di equazioni nei tre settori&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Rendita ed il rapporto tra Rendita e Profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali contraddizioni del Capitalismo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La caduta tendenziale del saggio del profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Le crisi di sovrapproduzione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Le caratteristiche del Capitalismo (Policentrismo, Competitività e tendenza alla Accumulazione) e le conseguenti contraddizioni&lt;br /&gt;
-------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Americanismo, Taylorismo, Fordismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Lenin in pillole]] &lt;br /&gt;
la politica, l&#039;imperialismo, la guerra e la rivoluzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Determinismo Ottocentesco e l&#039;analisi dell&#039;imperialismo di Lenin&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lotta per la pace ed il lavoro: l&#039;insegnamento dei grandi della storia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Keynesismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Guerra Fredda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riarmo e fine dell&#039;Unione Sovietica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ripresa delle competizioni tra capitali internazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spinta alla innovazione tecnologica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Globalizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze tra sistemi capitalistici occidentali, la Cina e la Russia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Le funzioni del Partito Comunista nella tradizione]]&lt;br /&gt;
Scopi e funzioni del Partito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni del Sindacato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scopi e Funzioni dei Movimenti e delle Associazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;egemonia comunista secondo Gramsci &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il terzo millennio e l&#039;era digitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pervasività del Capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mercato &amp;quot;libero&amp;quot; e la globalizzazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vere novità dell&#039;era digitale e della produzione immateriale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Software Libero e le nuove forme di diritto d&#039;autore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nuovi produttori immateriali: il proletariato cognitivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
debolezza e frammentazione politica e centralità dei nuovi produttori immateriali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenni sulla Biopolitica &amp;lt;-- se necessario&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[L&#039;Ambiente e il Capitalismo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fattore limitante per l&#039;aumento indefinito della produzione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Proposte per una Linea Politica razionale della Sinistra]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le forme della politica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
gli obiettivi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i compromessi e le alleanze possibili ed auspicabili&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
alleanza tra produttori, la politica per la divisione delle forze legate al Profitto e alla Rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contrasto alla rendita&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il crollo dell&#039;Università Pubblica]]&lt;br /&gt;
-------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull&#039;uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=61</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=61"/>
		<updated>2008-05-16T21:48:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Vengono definite alcune categorie del Capitale: Capitale Organico o Costante, Capitale Variabile, Salario, Profitto, Plusvalore&lt;br /&gt;
ed i rapporti tra essi (saggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=60</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=60"/>
		<updated>2008-05-16T21:46:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;lt;b&amp;gt;&amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di plusvalore&amp;lt;/b&amp;gt;, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;s= Pv/v&amp;lt;/b&amp;gt;, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il &amp;lt;b&amp;gt;saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot;&amp;lt;/b&amp;gt; sarà dato dal rapporto &amp;lt;b&amp;gt;p= Pv/(c+v)&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Esempio1&amp;diff=59</id>
		<title>Esempio1</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Esempio1&amp;diff=59"/>
		<updated>2008-05-16T21:46:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;b&amp;gt;Esempio di competizione&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ipotizziamo Due aziende/Fabbriche Nazionali o Multinazionali che Competitono nel settore auto &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Azienda1 e Azienda2:&lt;br /&gt;
occupano entrambi 10 addetti per la produzione e 10 per i servizi e ogni azienda produce 20 automobili, che soddisfano la domanda di tutti i lavoratori (che acquistano una automobile l&#039;anno).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La necessità di competizione, l&#039;innovazione tecnologica ed il policentrismo nelle decisioni (che nega la possibilità di coordinamento e governo comune tra i competitori), porta a due scenari:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
aumento simultaneo della produttività delle aziende: la produzione passa da 20 a 25 automobili e quindi si crea una sovrapproduzione pari a 50 - 40 = 10 automobili, che in qualche modo deve essere &amp;quot;piazzata&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima soluzione potrebbe essere quella di conquistare altri mercati dove vendere le 10 automobile in surplus.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non esiste questa possibilità (il mondo è finito e prima o poi tutti i mercati saranno &amp;quot;conquistati&amp;quot;) le aziende competono l&#039;una contro l&#039;altra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esistono due altre possibilità aumento del salario medio o diminuzione del costo medio dell&#039;automobile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le due aziende operano simultaneamente e coordinatamente, in entrambi i casi diminuisce il profitto e si assisterà ad una tendenziale diminuzione del tasso di profitto.&lt;br /&gt;
L&#039;Azienda che avrà più capitali potrà resistere mentre l&#039;altra capitolerà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le due aziende non operano in maniera coordinata, opereranno in maniera diversa, ammettiamo che una azienda (Azienda2) reagisce alla crisi aumentando i salari (e quindi tenderà a non abbassare i prezzi delle automobili) mentre l&#039;altra (Azienda1) terrà più bassi i salari permettendosi di tenere bassi i prezzi delle automobili.&lt;br /&gt;
Quindi l&#039;Azienda2 aumenta i salari per indurre i propri lavoratori ad acquistare più di una automobile l&#039;anno.&lt;br /&gt;
Ma stante una forma di mercato libero, il lavoratore potrà acquistare anche automobili dell&#039;azienda competitrice, che si avvantaggerà dell&#039;aumento della domanda indotta dall&#039;azienda che ha aumentato i salari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato che l&#039;Azienda1 che ha tenuto bassi i salari (ed i prezzi delle automobili) vince la competizione con la&#039;altra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passo successivo sarà la sopravvivenza solo dell&#039;Azienda2 che inserirà nel proprio organico una parte dei lavoratori della azienda perdente per produrre anche le automobili che prima produceva anche l&#039;Aziend2a perdente, ma non tutti, visto l&#039;aumento della produttività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi l&#039;Azienda2 passerà, ad esempio, da 10 a 16 salariati con una produzione di 40 automobili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se rimangono costanti i salariati dei servizi (20), essendo ora i salariati adibiti alla produzione solo 16, in totale esisteranno 36 salariati e 4 disoccupati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le 40 automobili potranno essere acquistati solo da 36 lavoratori con il risultato di una nuova sovrapproduzione di 4 automobili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=58</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=58"/>
		<updated>2008-05-16T21:42:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;quot;&amp;lt;b&amp;gt;composizione organica del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;quot; (c/v). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il saggio di plusvalore, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto s= Pv/v, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot; sarà dato dal rapporto p= Pv/(c+v). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=57</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=57"/>
		<updated>2008-05-16T21:40:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* &amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt; */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt;, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il saggio di plusvalore, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto s= Pv/v, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot; sarà dato dal rapporto p= Pv/(c+v). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=56</id>
		<title>MARX in pillole</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=MARX_in_pillole&amp;diff=56"/>
		<updated>2008-05-16T21:39:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: /* La Globalizzazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;b&amp;gt;merci: valor d&#039;uso e valor di scambio&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I beni, materiali o immateriali, possono avere un valore di scambio e un valore d&#039;uso. &lt;br /&gt;
Ogni bene, nel momento che ha un valore di scambio, diventa una merce.&lt;br /&gt;
La merce ha contemporaneamente un&#039;esistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e un&#039;esistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. &lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce, e si realizza nel consumo; &lt;br /&gt;
il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. &lt;br /&gt;
Ad esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. &lt;br /&gt;
Lo scambio presuppone dunque un&#039;astrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. &lt;br /&gt;
Il denaro (l&#039;oro) è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Il valore di scambio di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caratteristica comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.&lt;br /&gt;
Il valore di scambio dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anch&#039;esso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il lavoro astratto, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente socialmente necessario a produrre la merce.&lt;br /&gt;
In tal modo il &amp;lt;b&amp;gt;lavoro astratto&amp;lt;/b&amp;gt; è spogliato d&#039;ogni caratteristica qualitativa e s&#039;identifica unicamente come &amp;lt;b&amp;gt;tempo di lavoro&amp;lt;/b&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio socialmente necessario per produrla.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La valorizzazione del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell&#039;avvento del Capitalismo il processo di scambio avveniva secondo la formula M- D- M&#039; (Merce-Denaro-Merce diversa), ossia la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro. &lt;br /&gt;
nel moderno sistema capitalistico la successione diventa D-M-D&#039; (Denaro-Merce-Denaro incrementato), cioè si opera al fine di ottenere più denaro di quanto si possedesse in partenza (D&amp;lt;D&#039;).&lt;br /&gt;
nel primo caso M-D-M&#039; c&#039;è una differenza qualitativa tra i due estremi (M e M&#039;), connessa dal comune valore di denaro, &lt;br /&gt;
nel secondo caso la differenza è quantitativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La differenza D&#039;-D costituisce il plusvalore.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore non si realizza aumentando il prezzo della merce, perché il singolo guadagno sarebbe annullato da perdite altrui, e ciò non giustificherebbe il generale aumento di capitale (accumulazione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;origine del plusvalore va quindi cercata nell&#039;ambito della produzione (D - M...P...M&#039;- D&#039;), e più precisamente nell&#039;acquisto della forza lavoro dell&#039;operaio: essendo una merce, è anch&#039;essa caratterizzata da un valore di scambio (pari al valore dei mezzi di sussistenza minimi necessari a riprodurla), e da uno d&#039;uso; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il lavoro/valore==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore d&#039;uso del lavoro, nell&#039;operaio, è diverso dal normale valore d&#039;uso delle altre merci, poiché la forza lavoro, una volta consumata, è in grado di produrre una quantità di lavoro, e quindi di valore, superiore a quello normale, valore misurato in tempo di lavoro. &lt;br /&gt;
Praticamente questo significa che, poste determinate condizioni, l&#039;operaio può ridurre il tempo di produzione lavorando più velocemente, cioè se per esempio la giornata lavorativa è di dieci ore e l&#039;operaio impiega sei ore a riprodurre il valore dei mezzi di sussistenza, il capitalista estrae un plusvalore pari a quattro ore di pluslavoro. È questa la radice dello sfruttamento insito nel capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza di tutte le altre merci, il valore della forza-lavoro è composto di due elementi, incorporando in sé il plusvalore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[lavoro e valore vitale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Plusvalore, Profitto, Capitale&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto deriva dall&#039;estrazione di plusvalore, ossia dal capitale investito, che viene composto in due parti: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il capitale costante &amp;quot;c&amp;quot; rappresenta il capitale utilizzato per l&#039;acquisto (e ammortamento) dei mezzi di produzione,&lt;br /&gt;
il capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot; è quello usato per assicurarsi la forza lavoro (salario). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto di questi due elementi è definito da Marx &amp;quot;composizione organica del capitale&amp;quot; (c/v). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più il capitale e le tecnologie sono avanzate più aumenta la composizione organica del capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il plusvalore &amp;quot;Pv&amp;quot; proviene dal capitale variabile &amp;quot;v&amp;quot;, &lt;br /&gt;
il saggio di plusvalore, detto di sfruttamento, sarà dato dal rapporto s= Pv/v, che rappresenta la misura dello sfruttamento della forza lavoro (quanto il capitalista guadagna rispetto a quanto investe in salario).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il profitto non è remunerazione del capitale totale, bensì proviene dallo sfruttamento della sua parte variabile. &lt;br /&gt;
Il saggio di profitto &amp;quot;p&amp;quot; sarà dato dal rapporto p= Pv/(c+v). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;interesse primario del capitalismo è aumentare quest&#039;ultimo saggio e questo può avvenire in due modi: &lt;br /&gt;
aumento della giornata lavorativa (plusvalore assoluto), o diminuzione dei salari, che però non corrisponde alla realtà dinamica del capitale, poiché soluzione limitata e contrastata dalle lotte operaie (dipende dai rapporti di forza nella lotta di classe); &lt;br /&gt;
una riduzione del tempo di lavoro necessario, ovverosia un aumento della produttività (plusvalore relativo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#039;aumento è raggiunto progressivamente con miglioramenti organizzativi, scientifici, tecnici, ecc. &lt;br /&gt;
In particolare il capitale ha sottomesso la scienza e la tecnica ai suoi bisogni, così non è più la macchina che media il lavoro dell&#039;uomo, ma è l&#039;operaio che media il lavoro della macchine: la sua vita viene quindi spogliata, subisce l&#039;&amp;lt;b&amp;gt;[[alienazione]]&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una prima considerazione illustra il capitale come originato da lavoro appropriato, non pagato alla classe operaia, e l’appropriazione da parte dei capitalisti del lavoro non pagato degli operai è conforme alle leggi interne del capitalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;origini storiche dello sviluppo della borghesia&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
Presupposti per lo sviluppo dei processi capitalistici sono la separazione dei lavoratori dai mezzi di produzione e quindi la loro necessità di vendere la forza-lavoro, l&#039;eguaglianza giuridica che permette la libera disponibilità di tale forza. Tutti questi presupposti si sono realizzati nel moderno stato liberale borghese, frutto prima della Rivoluzione Inglese poi della Rivoluzione Francese, e da allora il capitale ha iniziato a valorizzarsi penetrando sempre più all&#039;interno della società. La proprietà privata dei mezzi di produzione si traduce in quest&#039;ottica in un&#039;incessante appropriazione privata della ricchezza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche questo aspetto fa parte del più ampio concetto di pervasività del capitale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;La pervasività del capitale&amp;lt;/b&amp;gt;== &lt;br /&gt;
la progressiva mercificazione di ogni bene, di ogni luogo, di ogni momento di vita delle donne e degli uomini è una logica e prevedibile evoluzione dello sviluppo del capitalismo.&lt;br /&gt;
La globalizzazione che oggi sembra un fattore nuovo non è altro che la forma oggi più avanzata della pervasività del capitale, dell&#039;abbattimento da parte del capitale degli impedimenti economici, sociali, legislativi che si oppongono alla forma di mercato libero&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le contraddizioni del capitalismo&amp;lt;/b&amp;gt; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto.&amp;lt;/b&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aumentare la produttività significa fare investimenti tecnologici sempre più massicci, il che porta ad una crescita del valore del capitale costante, ma poiché solo il capitale variabile produce profitto, il saggio tenderà a diminuire. &lt;br /&gt;
Vi sono comunque alcuni fattori antagonisti alla legge che la tramutano in semplice tendenza, come ad esempio l&#039;intensificazione dello sfruttamento e la diminuzione dei salari, il tutto reso possibile principalmente grazie all&#039;esistenza di una massa di proletari disoccupati in concorrenza con gli occupati (l&#039;esercito di riserva del proletariato), il che permette salari portati al livello minimo di sopravvivenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capitalismo ha (o ha avuto) la straordinaria funzione storica di espandere enormemente le forze produttive e universalizzare i rapporti economici e sociali; tuttavia esiste in esso un contrasto tra la funzione sociale del capitale e il potere privato del capitalista sulle condizioni sociali della produzione, ovvero tra &amp;lt;b&amp;gt;socialità del momento produttivo e privatezza del momento appropriativo&amp;lt;/b&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La produzione capitalista, caratterizzata da &amp;lt;b&amp;gt;policentrismo, competizione e tendenza all&#039;accumulazione&amp;lt;/b&amp;gt;, porta naturalmente a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un continuo aumento della produttività e della produzione di merci, e quindi un continuo aumento della offerta di merci sul mercato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- innovazioni tecnologiche che tendono a risparmiare lavoro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento del saggio di profitto/sfruttamento e conseguente riduzione della base di consumo (salari più bassi e/o minor numero di salariati = minor consumo);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- un aumento dell&#039;accumulazione da plusvalore;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la conseguenza è la &amp;lt;b&amp;gt;sovrapproduzione di merci&amp;lt;/b&amp;gt;: ovvero l&#039;offerta di merci è superiore alla domanda di consumo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==&amp;lt;b&amp;gt;Le Crisi da sovrapproduzione&amp;lt;/b&amp;gt;==&lt;br /&gt;
La competizione porta ad una concentrazione di capitali in sempre meno soggetti.&lt;br /&gt;
Le innovazioni tecnologiche tendono a risparmiare salari (aumento produttività ovvero aumento merce prodotta per ora di lavoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;aumento della produttività provoca due fenomeni divergenti:&lt;br /&gt;
- la diminuzione, o la scarsa crescita, della base salariale (abbassamento o scarsa crescita del valore del salario medio e/o del numero di salariati)&lt;br /&gt;
- la crescita dei livelli di produzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero da un lato esiste una tendenza che porta ad una diminuzione, o comunque scarsa crescita, della domanda, &lt;br /&gt;
dall&#039;altro lato esiste una tendenza ad un aumento crescente dell&#039;offerta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La divaricazione della crescita dell&#039;offerta rispetto alla domanda porta necessariamente ad un disequilibrio e quindi ad una tendenza alla sovrapproduzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Crisi da sovrapproduzione diventa inevitabile, la storia parla di continue crisi di sovrapproduzione superate in maniera più o meno &amp;quot;sanguinaria&amp;quot; ed è anche oggi sotto gli occhi di tutti: le crisi di sovrapproduzione si ripropongono continuamente e sempre più violentemente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le forme utilizzate dal capitale per superare le crisi di sovrapproduzione sono:&lt;br /&gt;
aumento del mercato di consumo (mercificazione di sempre più ambiti); &lt;br /&gt;
conquista di nuovi mercati in competizione con altri capitalismi;&lt;br /&gt;
distruzione delle merci tramite le guerre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: La svalutazione periodica del capitale accumulato e/o l&#039;interruzione del processo di accumulazione (cioè la crisi), costituiscono le maggiori forze antagonistiche nei confronti della caduta del saggio del profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La Globalizzazione == &lt;br /&gt;
*) nota voce da spostare in altra parte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In termini enciclopedici la Globalizzazione indica le nuove forme dell&#039;organizzazione produttiva e finanziaria, soprattutto negli ultimi anni del XX secolo, sviluppata da USA, Unione Europea e Giappone al fine di creare un unico mercato e massimizzare i profitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto l&#039;aspetto economico, la globalizzazione comporta:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) l&#039;eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Allargamento su scala mondiale delle attività produttive commerciali e finanziarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Interdipendenza sempre più stretta tra operatori, realtà produttive e sistemi economici in località e paesi geograficamente distanti, nel senso che un evento che si verifica in un qualsiasi luogo del pianeta può avere ripercussioni quasi immediate a livello politico e soprattutto economico in altre località del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Diminuzione dell&#039;importanza della collocazione geografica della produzione, con tendenza a privilegiare i Paesi caratterizzati da un basso costo della manodopera e/o minori vincoli fiscali e burocratici in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Diffusione di una cultura globale, che riflette sostanzialmente l&#039;importanza delle singole nazioni che ne fanno parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Perdita di rilevanza dei singoli Stati nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occorre notare che la globalizzazione, nel suo complesso, non è il risultato di precise scelte politiche o economiche, quanto piuttosto un processo poco controllabile che deriva dalla risultante di un gran numero di decisioni e di azioni che avvengono a livello locale. &lt;br /&gt;
-------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi si può affermare che lo sviluppo della competizione capitalistica, basata sull&#039;assenza di una centralità decisionale, impone la conquista di mercati, la mercificazione di tutti gli ambiti della vita umana, la costituzione di aree sempre meno vincolate da &amp;quot;lacci e lacciuoli&amp;quot; per l&#039;attività delle imprese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero la Globalizzazione è la fase più avanzata del &amp;quot;mercato libero&amp;quot;, causato dalla pervasività del Capitale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----------------------&lt;br /&gt;
Un esempio dimostrativo sul perchè la globalizzazione è necessaria al Capitalismo e sul perchè le &lt;br /&gt;
contraddizioni non sono risolvibili nell&#039;ambito della forma capitalistica&lt;br /&gt;
[[esempio1]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;La sovrapproduzione è un dato incontrovertibile dell&#039;assetto capitalistico di produzione.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un successivo capitolo si parlerà dei tentativi e delle modalità di superamento delle crisi di sovrapproduzione, da parte dei capitalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== riferimenti per la stesura (... da rivedere ampiamente)==&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=190&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020724b.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazioni_alternative_della_teoria_marxiana_del_valore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_tendenziale_del_saggio_di_profitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327379/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://worldsocialism.blog.excite.it/permalink/327906&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/recensioni/cronache_marxiane/carandini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/prometeo/2005/06/01/quello-di-guido-carandini-e-proprio-un-altro-marx&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ibrp.org/italiano/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/ciclostile/classi_sociali.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.fdca.it/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.albertogianquinto.it/studi/economia/pdf/marx.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o70&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Maggio08/05-05-08attualitaKeynes.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.contropiano.org/Documenti/2007/Gennaio07/Quaderno_materiali.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/18/18A20010613.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.mercatiesplosivi.com/althusser/INTRODU.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://isole.ecn.org/baz/copyriot/copyright/speculazioni.html&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=485&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.pierodisiena.net/essere-comunisti/steri-ott07.htm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[La società comunista secondo Marx]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[fase attuale competizione internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Ater&amp;diff=53</id>
		<title>Ater</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Ater&amp;diff=53"/>
		<updated>2008-05-15T23:34:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;cose da fare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) progetto obiettivo 2008: redigere progetto per installazione nuovo prodotto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
corsi di formazione:&lt;br /&gt;
(Francesco) chiamare marcello ferrante&lt;br /&gt;
(Francesco) redigere proposta interno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
poste&lt;br /&gt;
inviata mail a vescovi per verifica convenzione da 0,85 - 0,75&lt;br /&gt;
(Francesco)verificare raccomandate spedizionieri fornitori TNT, Romana Recapiti et al.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
acquisto hardware:&lt;br /&gt;
(Francesco)inviare mail a comedata per +20% acquisto vecchio&lt;br /&gt;
(Lina) verificare situazione contabile Datamax&lt;br /&gt;
(Lina)inviare analoga richiesta 20% a AR2001 e datamax&lt;br /&gt;
(Francesco Lina)interpello storage &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
estratto conto&lt;br /&gt;
(Francesco)parlare con graziosi per inserimento in bolletta - progetto Claudio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agenzia delle Entrate&lt;br /&gt;
(Francesco, Walter)chiamare guadagnoli per riprendere telefono lorusso e catalano?????&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
database&lt;br /&gt;
(Vittorio Stefano)verificare indirizzi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conguagli&lt;br /&gt;
(Francesco)Chiamare graziosi per schedulazione conguagli&lt;br /&gt;
*Risc. 2006/7&lt;br /&gt;
*Ascensori 2005/2006&lt;br /&gt;
*Acqua 2006&lt;br /&gt;
*CNS/AMA 2006/2007&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
verificare centrale 12020 scala O&lt;br /&gt;
da quando conguagliare prescrizione? 2005/6???&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) ordine di servizio disegno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) jaws scrivere relazione: ricevuta offerta R1Spa 2000 €&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) Scrivere relazione infordata per assistenza mainframe a chiamata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco)Scrivere relazione su Emaco / Baldassarre&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vittorio: &lt;br /&gt;
* Cruscotto Aziendale&lt;br /&gt;
* installazione mediawiki&lt;br /&gt;
* organizzazione itenrvento IBM fine mese&lt;br /&gt;
* organizzazione corso IBM primi giugno&lt;br /&gt;
* organizzazione intervento Riboni da remoto: consolle&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco)Giuliana Anatrella:&lt;br /&gt;
* spc seguire progetto&lt;br /&gt;
* Revos &lt;br /&gt;
* verificare SQL Server per infomaster&lt;br /&gt;
* verificare garanzia CISCO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Lina) fare i conti su fondo spese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco Lina) tornelli organizzare acquisto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
appalti on line, &lt;br /&gt;
(FrancescoFranceschinis) appalti: verificare su internet esistenza file per calcolo offerta più vantaggiosa non anomala&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Catia) BCC: dare corso sollecito!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(per Bellucci) Sindacati Inquilini: progetto di riorganizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Progetto IVA per locali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Bellucci) verifica indirizzi bollette tornate indietro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ricordarsi Concorso: inserire avviso 19 maggio per B!!!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco Lina)Adeguamento legge 241&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Franceschinis)Corviale -15%&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) Contratto Bianchi verificare col Direttore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Situazione Zofia/Galassi &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco, Guido) 35ore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Catia Vittorio) fare il DPS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco) Progetto Assistenza tecnica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Lina) firma digitale graziosi carpenella&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Francesco Francesconi Maria) relazione su SELESTA, verificare quanto detto da Sofia/D&#039;Onofrio&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://wikileft.tupone.it/index.php?title=Ater&amp;diff=52</id>
		<title>Ater</title>
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		<updated>2008-05-15T13:06:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Francio: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;cose da fare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
progetto obiettivo 2008&lt;br /&gt;
redigere progetto attesa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
corsi di formazione&lt;br /&gt;
chiamare marcello ferrante&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
poste&lt;br /&gt;
inviare mail a vescovi per verifica convenzione da 0,85 - 0,75&lt;br /&gt;
verificare raccomandate spedizionieri&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
acquisto hardware&lt;br /&gt;
inviare mail a comedata per +20% acquisto vecchio&lt;br /&gt;
interpello storage&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
estratto conto&lt;br /&gt;
parlare con graziosi per inserimento in bolletta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agenzia delle Entrate&lt;br /&gt;
chiamare guadagnoli per lorusso e catalano&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
database&lt;br /&gt;
verificare indirizzi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Conguagli]]&lt;br /&gt;
Chiamare graziosi per schedulazione conguagli&lt;br /&gt;
Risc. 2006/7&lt;br /&gt;
Ascensori 2005/2006&lt;br /&gt;
Acqua 2006&lt;br /&gt;
CNS/AMA 2006/2007&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
centrale 12020 scala O&lt;br /&gt;
da quando conguagliare prescrizione? 2005/6???&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ordine di servizio disegno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
jaws scrivere relazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scrivere relazione informdata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scrivere relazione Emaco&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vittorio Cruscotto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vittorio installazione mediawiki&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
spc seguire progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Revos chiamare giuliana anatrella&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuliana anatrella: verificare catalyst, e sql server per infomaster&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fare i conti su fondo spese&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
tornelli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
appalti on line, verificare su internet esistenza file per calcolo offerta più vantaggiosa non anomala&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
BCC: attendere lettera firmata da Villani&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sindacati Inquilini: progetto di riorganizzazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Progetto IVA per locali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bellucci verifica indirizzi bollette tornate indietro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concorso: inserire avviso 19 maggio per B!!!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adeguamento legge 241&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Corviale -15%&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contratto Bianchi verificare col Direttore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Situazione Zofia/Galassi &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
35ore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fare il DPS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Progetto Assistenza tecnica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
firma digitale graziosi carpenella&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francio</name></author>
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